Birmania, Onu: stop all'invio degli aiuti

Le Nazioni Unite hanno annunciato la sospensione
dell’invio di altri aiuti umanitari destinati all’ex Birmania, denunciando come i soccorsi finora
arrivati nel Myanmar siano stati "confiscati" dalla Giunta militare. Nel Paese martoriato si segnalano i primi casi di colera

New York - Le Nazioni Unite hanno annunciato la sospensione dell’invio di altri aiuti umanitari destinati all’ex Birmania, denunciando come i soccorsi finora arrivati nel Myanmar siano stati "confiscati" dalla Giunta militare. "Non abbiamo altra scelta", ha spiegato da Bangkok il portavoce del Pam (Il Programma alimentare dell’Onu) Paul Risley.

Primi casi di colera Alcuni testimoni nel delta dell’Irrawady, la parte sud-orientale ridotta a un immenso pantano dopo il passaggio del ciclone Nargis, hanno riferito che si sono registrate le prime vittime nelle divisioni di Bogalay e Laputta, due delle aree più devastate. "La temuta epidemia di colera è cominciata", ha detto un medico locale. Da giorni senza acqua potabile, i superstiti al passaggio del ciclone si dissetano dai fiumi e dalle lagune, in cui galleggiano cadaveri o carcasse di animali, senza curarsi del rischio di malattie.
E mentre gli aiuti internazionali arrivano con il contagocce per gli ostacoli posti della giunta militare, i superstiti non hano a disposizione le medicine per far fronte a epidemie di colera, dengue, diarrea cronica e malaria. le malattie, la sete e la fame sono adesso le maggiori minacce per il milione e mezzo di senzatetto (cifre Onu) lasciati dal passaggio del ciclone Nargis.