Birmania San Suu Kyi ai giudici: «Non ho violato gli arresti»

Prendendo per la prima volta la parola nel processo che potrebbe costarle cinque anni di carcere, e proprio nel giorno in cui i Paesi europei e asiatici hanno chiesto compatti la sua liberazione, Aung San Suu Kyi ha dichiarato ieri di non aver pensato che concedere «rifugio temporaneo» all’americano John Yettaw - presentatosi a sorpresa nella sua residenza di Rangoon a inizio maggio - costituisse una violazione del le regole degli arresti domiciliari. In un’udienza a cui hanno potuto partecipare anche alcuni giornalisti e diplomatici, l’icona della dissidenza birmana ha detto che la colpa dell’accaduto è da attribuire alle autorità, responsabili della falla nei controlli di sicurezza. Il premio Nobel ha detto di aver accettato di ospitare l’intruso solo perché impietosita dalla sua mancanza di forze che gli avrebbe impedito di tornare indietro a nuoto.