Birmania, San Suu Kyi: prorogati gli arresti

La giunta militare ha rinnovato il provvedimento per la leader dell'opposizione: ha passato agli
arresti 12 degli ultimi 18 anni

Rangoon - La giunta militare al potere nel Myanmar ha prorogato per l’ennesima volta gli arresti domiciliari a carico di Aung San Suu Kyi, la leader dell’opposizione non violenta nell’ex Birmania, il provvedimento nei confronti della quale era in scadenza proprio oggi. Lo hanno riferito fonti governative, secondo cui la 62enne militante è stata informata della decisione nel corso di un breve colloquio avvenuto a casa sua, una modesta villetta in cui è segregata continuativamente dal 2003, e ove ha trascorso dodici degli ultimi diciotto anni.

Poco prima una ventina di attivisti della Lnd, la Lega Nazionale per la Democrazia facente capo alla stessa Suu Kyi, erano stati fermati e portati via dalle forze di sicurezza per aver tentato di raggiungerne la residenza alla periferia di Rangoon, la vecchia capitale birmana già nota come Rangoon; la casa era stata isolata con barricate di filo sdpinato, al pari del quartier generale della Lnd, dove era in programma una commemoazione del diciottesimo anniversario, che cade esso pure in giornata, delle elezioni politiche del ’90, vinte in misura schiacciante proprio dalla Lega: un successo tuttavia mai riconosciuto dal regime.