Birmania, San Suu Kyi verso la libertà

Il ministro birmano degli Affari Esteri ha fatto sapere ai
suoi partner del sud-est asiatico che la leader dell'opposizione, ora agli arresti domiciliari, sarà "forse" liberata
dopo le elezioni del 7 novembre

Hanoi - Una chance di libertà per la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, che si trova ancora agli arresti domiciliari. Il ministro birmano degli Affari Esteri ha, infatti, fatto sapere ai suoi partner del sud-est asiatico che la donna sarà "forse" liberata dopo le elezioni del 7 novembre.

La liberazione di San Suu Kyi Il ministro birmano Nyan Win ha incontrato ieri sera, durante una cena, i suoi partner dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean), in margine al summit che si apre oggi nella capitale vietnamita. "Ha detto che libereranno Aung San Suu Kyi forse dopo le elezioni", ha riferito il diplomatico precisando che il ministro non ha indicato nessuna data precisa. Due responsabili birmani, coperti da anonimato, hanno detto recentemente che il premio Nobel per la Pace sarà liberata il 13 novembre, quando scadranno i termini della sua detenzione. La "Dama" di Rangoon ha trascorso oltre 15 degli ultimi 21 anni in stato di detenzione e non è stata mai liberata dal 2003.