Birmania: Suu Kyi libera dopo il voto di novembre

La giunta militare fa sapere che la dissidente sarà liberata poco dopo le elezioni del 7
novembre. Premio Nobel per la Pace nel 1991, ha trascorso agli arresti domiciliari 15 degli ultimi 21
anni

Rangoon -  La dissidente birmana Aung San Suu Kyi sarà liberata poco dopo le elezioni del 7 novembre, le prime in 20 anni. Lo hanno comunicato fonti governative. Premio Nobel per la Pace nel 1991, ha trascorso agli arresti domiciliari 15 degli ultimi 21 anni. Attualmente sta scontando una pena di 18 mesi ai domiciliari per aver incontrato un cittadino americano che era entrato illegalmente nella sua residenza. Alle elezioni non parteciperà il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia, che vinse l’ultima consultazione libera nel 1990.

Le elezioni Secondo le Nazioni Unite il voto in Birmania sarà "credibile" solo se la giunta militare al potere rimetterà in libertà la leader dell’opposizione democratica: è quanto emerso da una riunione dell’Onu dedicata a questo argomento. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha detto che i partecipanti hanno "chiaramente ribadito la necessità di un processo elettorale più trasparente e al quale tutti possano partecipare. I suoi membri hanno chiesto che vengano adottate misure per la liberazione di prigionieri politici, tra cui Aung San Suu Kyi. Questo è essenziale perché le elezioni possano essere considerate credibili e per contribuire alla stabilità e allo sviluppo della Birmania".