Birre: Stella Artois e Beck's si bevono l'americana Budweiser

Il colosso belga Inbev ha acquistato (a 70 dollari per azione) la Anheuser-Busch per 50 miliardi di dollari. Il cda degli americani ha dato il via libera alla fusione: nasce il gruppo numero uno al mondo nel settore

New York - Stella Artois e Beck's si bevono Budweiser. Finisce un braccio di ferro durato mesi. Il cda di Anheuser-Busch ha dato il proprio via libera, riporta il Wall Street Journal, all’offerta da 70 dollari per azione avanzata da Inbev. La nuova società si chiamerà Anheuser-Busch Inbev e sarà il numero uno al mondo nel settore della birra. Il valore complessivo dell’operazione ammonta a 49,91 miliardi di dollari: si tratta della maggiore transazione avvenuta da quando è scoppiata la crisi dei mutui subprime.

Matrimonio Con l’ok del board della società americana termina una saga durata alcuni mesi: dopo l’iniziale no all’offerta da 65 dollari, Inbev ha tentato a più riprese di convincere Anheuser-Busch, ma senza successo. La svolta la scorsa settimana quando il produttore belga ha deciso di ritoccare al rialzo di 5 dollari la propria offerta, portandola a 70 dollari per azione.

Nuovo gigante L’accordo raggiunto, che dovrà essere sottoposto agli azionisti, oltre a porre fine ai 150 anni di indipendenza di Anheuser, darà vita a un colosso del boccale con vendite nette annuali pari a circa 36 miliardi di dollari l’anno. I due gruppi insieme controllano circa 300 marchi di birra, fra i quali Budweiser, Bud Light, Stella Artois e Beck’s. I termini dell’intesa prevedono che a Anheuser-Busch, di cui il miliardario americano Warren Buffet è il secondo azionista con circa il 5%, spettino due posti nel cda della nuova società. L’accordo, per gli analisti, è la prova di come anche in momento di stanca delle merger and acquisition a livello globale a causa del credit crunch, l’appetito di alcune società non accenna a placarsi. Ma l’intesa testimonia inoltre come le banche, nonostante le perdite accusate, sono ancora pronte ad aprire i propri rubinetti per aiutare l’unione di società forti.

Rischi Per Inbev, comunque, l’operazione non è senza rischi. Anheuser-Busch trae la gran parte dei propri profitti dal mercato americano che cresce a ritmo lento e dove la concorrenza si è fatta di anno in anno più dura. Da quando Inbev ha avanzato la propria offerta i titoli Anheuser sono saliti del 26%, per chiudere venerdì scorso in Borsa a 66,50% (+8,6% in una seduta).