Bis talebano, dopo Mastrogiacomo rapiti due francesi in Afghanistan

Gino Strada: «Se Kabul non libera Hanefi, Emergency lascerà il Paese»

Dopo il fruttuoso sequestro Mastrogiacomo i talebani ci riprovano e questa volta rapiscono due francesi di un’organizzazione umanitaria non governativa. L’aspetto imbarazzante è che la coppia di stranieri, un uomo ed una donna, assieme a tre collaboratori afghani sono spariti nel nulla sulla strada che dalla provincia di Nimroz porta verso Herat, obiettivo del viaggio. Con tutta probabilità i tagliagole di mullah Omar li hanno presi sul confine o nella provincia di Farah, sotto nostro controllo, dove i soldati italiani stanno contrastando l’espansione talebana.
«I nostri mujaheddin hanno arrestato due cittadini francesi, un uomo e una donna», ha confermato Qari Mohammed Yousuf Ahmadi, portavoce dei talebani, specificando che il rapimento è avvenuto sulla strada da Nimroz a Farah. I due francesi, che lavorano per l’ong Terres d’enfance, viaggiavano assieme a tre afghani, un interprete, l’autista e una guardia del corpo. Non sono ancora noti i loro nomi, ma la donna si copriva con un burqa e l’uomo cercava di mimetizzarsi con la classica tunica e pantaloni a sbuffo afghani.
Martedì mattina erano partiti da Zarany, il capoluogo della provincia sud occidentale di Nimroz, al confine con Afghanistan e Pakistan, dove seguono un progetto umanitario dedicato ai bambini. Secondo Ghulam Dastagir Azad, il governatore di Nimroz, i francesi erano diretti a Herat, dove si trova il grosso del contingente italiano nell’Afghanistan occidentale. Secondo la polizia afghana la loro auto è stata vista per l’ultima volta nel distretto di Khasrod al confine fra le province di Nimroz e Farah. I francesi avevano evidentemente raggiunto la principale arteria occidentale che parte da Kandahar e arriva a Herat attraversando al provincia di Farah. La zona dell’ultimo avvistamento si trova fra Delaram e Bakva, infestate entrambe dai talebani. A Delaram, nel novembre 2005, i talebani avevano rapito un ingegnere indiano impegnato nella ristrutturazione di una diga. L’ostaggio è stato decapitato. Il distretto di Bakva, all’inizio dell’anno è stato assaltato da trecento talebani in armi, poi sloggiati dall’intervento delle forze di sicurezza afgane appoggiate dagli italiani. Nella zona i nostri soldati hanno subito due attacchi nelle ultime settimane.
Dal rilascio di Mastrogiacomo, in cambio di cinque prigionieri talebani, si era aperta la caccia agli stranieri soprattutto nella zona meridionale al confine con il Pakistan.
Nel frattempo, Gino Strada, fondatore di Emergency ha minacciato di bloccare le attività umanitarie in Afghanistan se non sarà rilasciato il suo collaboratore afghano Rahmatullah Hanefi. Quest’ultimo aveva tenuto i contatti con i talebani durante il negoziato per liberare Mastrogiacomo e il suo interprete, che invece è rimasto in ostaggio e i servizi afghani lo hanno arrestato.