«Il Bisagno è una bomba a orologeria»

Morabito (An): «Gli alberi sul greto faranno da diga, se piove forte rischiamo l’alluvione. Tursi deve intervenire»

Ancora riflettori puntati sulla Valbisagno, ma questa volta per colpa del torrente Bisagno il quale, a causa della vegetazione che l’ha reso simile alle foreste amazzoniche, in caso di forti piogge potrebbe diventare un pericolo per tutta la popolazione. La denuncia giunge da Domenico Morabito, vicepresidente di An al IV Municipio della Valbisagno: «Il Bisagno è diventato una bomba ad orologeria, pronta a scoppiare con i primi acquazzoni estivi, in teoria anche tra qualche giorno!».
Le rassicurazioni del Comune, che da tempo sostiene di intervenire regolarmente affinché i tratti a «rischio tracimazione» (Borgo Incrociati, Staglieno, Molassana e Struppa) siano messi in sicurezza, purtroppo non trovano riscontro. Tutti hanno notato che le siepi, i cespugli e gli alberi del torrente diventano sempre più alti e che a causa della sporcizia, lo stesso è diventato la dimora ufficiale di enormi pantegane: lo sanno bene gli abitanti della zona che per i loro cani morsicati durante le passeggiate serali lungo il torrente in secca, hanno dovuto ricorrere al veterinario.
Sono passati quasi 8 mesi da quando il consigliere comunale di An, Aldo Praticò, denunciava le pessime condizioni del torrente in prossimità di Borgo Incrociati e la presenza di piante talmente alte da raggiungere il livello della strada. Da allora nulla è cambiato. Anzi, quegli alberi adesso hanno superato di qualche metro il livello della strada, sono considerati pericolosi anche da alcuni autisti dell'Amt, soprattutto tra Staglieno e San Gottardo.
Ma il problema da risolvere al più presto è che in caso di forti piogge, la folta vegetazione che invade il greto del Bisagno e i rifiuti ingombranti scaricati abusivamente di notte, creerebbero inevitabilmente un «tappo». Se ne stanno occupando Domenico Morabito e la sua coalizione che, nei prossimi giorni, presenteranno una proposta di discussione sull'argomento. «Fatto - spiega Morabito - del quale non dovremmo nemmeno parlarne in quanto, al termine di un’interrogazione urgente di Grillo e Praticò, del 28 novembre scorso, si dimostrò in maniera inequivocabile la pericolosità del Bisagno e dei suoi affluenti (rio Fereggiano, Geirato e Torbido i più a rischio) in caso di pioggia. L'assessore Seggi rispose che del problema se ne sarebbe dovuta occupare anche la Provincia e che una parte della manutenzione era stata affidata dal Provveditore alle Opere Pubbliche alla ditta Pamoter, vincitrice degli appalti di interventi sul Bisagno, che per contratto ha l'obbligo di tenere pulito un tratto del greto del Bisagno ma che evidentemente non ottempera i propri doveri».
Alle preoccupazioni dei politici (sia da una parte che dall'altra), si sono aggiunte anche quelle dei tanti cittadini della Valbisagno che tutti i giorni attraversano i ponti sul torrente. Da ponte Campanella a Ponte Castelfidardo; da ponte Adamoli a quello di Borgo Incrociati, comuni cittadini che ammirano l'insolito aumento di arbusti. Adolfo M. vende angurie davanti ai parcheggi delle piscine della Sciorba: «La vegetazione - spiega - cresce a vista d'occhio, alberi alti dei metri meno di un mese fa non misuravano più di 20 centimetri». «È assurdo - conclude Morabito - Quello che denunciamo è sotto gli occhi di tutti e nessuno alza un dito. Qualcuno ci accusa di essere esagerati ma a questo punto, anche l'opinione pubblica ha capito che evidentemente, esistono personaggi che hanno interesse a non intervenire. In caso di danni da alluvione, pagheranno pesantemente la loro indifferenza. Anche sotto il profilo penale».