Bisca il rosso, il gatto di casa al ministero dell’Interno

Flavio Martino

È ospite gradito nel giardinetto dell’ala di ponente del ministero dell’Interno e nella zona è famoso. Gli abitanti del rione gli hanno dato il nome di Bisca, per la sua pelliccia di colore rosso come i capelli di Aldo Biscardi, il giornalista sportivo de il “Processo” in tv.
Il gatto è giocherellone, esuberante e allegro, per questo è circondato dall’amore della gente, che lo coccola quasi fosse l’«alfiere» del buonumore. Per la colazione non ci sono problemi, così pure per il pranzo e la cena.
In molti gli offrono sempre qualcosa di buono. La più premurosa è una distinta signora, che puntualmente, ogni sera gli porta la pappa.
Il felino è educato, con sane e buone abitudini. La mattina appena si sveglia rivolge il «buongiorno» alla sentinella che monta la guardia dell’ingresso principale del Ministero.
Qualche sprint sull’erbetta per tenersi in forma. Si ferma e si sdraia per riposarsi. Osserva gli impiegati che arrivano e sgrana gli occhi su piazza del Viminale. Si compiace perché la circolazione è disciplinata grazie al suo amico «pizzardone». Il vigile urbano è alto, elegante e porta i baffi, che danno tono allo stile discreto della divisa del Corpo.
Spesso, Bisca fa quattro zampettate per via Palermo, la strada che costeggia la sua abitazione.
Dal giornalaio prende Topolino, saluta il barista e il fruttivendolo e pian piano arriva alla sede dei Democratici di sinistra. Si ferma davanti al portone. «Ohibò! Miao, miao...miao!». È incredulo. «Accidenti... il simbolo del partito della sinistra sta a destra...».
Un colpo al cuore per un rosso doc come lui e frena una battutaccia: «Boccaccia mia, statti zitta!» e si allontana sconsolato.
La felicità gli torna da Umberto il macellaio, dopo un assaggino di gustose carni toscane. Si ferma davanti al negozio di quadri e dà una sbirciatina all’interno, nella speranza di incontrare un pittore che possa immortalarlo. A distrarlo è un odore penetrante, che arriva dalla bottega vicina. In bella mostra c’è una grande preda, che gli stuzzica l’appetito e l’umorismo. Bisca il rosso non perde tempo e miagolando, miagolando chiede se quel grosso pesce con la spada ha il porto d’armi. «Marameo...», salta il muretto e si ritira in casa, alla ricerca di rinforzi per la grande abbuffata.