Con Bisio e la Pandolfi la vita è solo una partita

A marzo nelle sale «Amore, bugie e calcetto», storia di uomini che dimenticano tutto con il pallone

da Sorrento

Destini di uomini che s’incrociano sul campo di calcetto. Che si raccontano negli spogliatoi, che si perdono ad inseguire il pallone o forse i loro sogni, a vincere stress e frustrazioni, a dimenticare la famiglia e il lavoro lasciandosi alle spalle il presente per chiudersi in un mondo dove l’universo femminile è off limits. Un appuntamento settimanale irrinunciabile e rituale per migliaia di uomini, compresi i cinque protagonisti di Amore, bugie e calcetto, la commedia (ma non troppo) di Luca Lucini presentata in pochi flash alle «Giornate professionali di cinema» di Sorrento. «Il film racconta di uomini fuori ruolo nella vita e sul campo che riusciranno a trovare una collocazione dopo sette partite di calcetto», racconta il regista, già autore di Tre metri sopra il cielo.
Un piccolo imprenditore cinquantenne, un giornalista di mezz’età, un giovane artista di tatuaggi, uno studente, un trentenne in crisi coniugale costretto a fare il casalingo per salvare il matrimonio. Tante storie parallele con un comune denominatore: «Il calcetto, naturalmente, una metafora della vita dove il mio personaggio, arrivato a 50 anni, è fuori ruolo e fuori tempo massimo, prende il viagra per avere successo con le ventenni e gli anabolizzanti per essere sempre un numero 2, un attaccante, sul campo, finendo però per indossare la maglia numero 2, quella del difensore», spiega Claudio Bisio, vincitore anche delle Chiavi d’oro del successo per Natale a New York e Manuale d’amore 2, e che nella vita al rito del calcetto preferisce una partita di tennis. Un uomo che vuole sempre vincere, che non si accontenta di pareggiare e dovrà fare i conti con gli imprevisti della vita, da affrontare, come accade a tutti gli altri compagni di squadra, dopo un cinque contro cinque, negli spogliatoi, quasi un santuario, dove ogni problema sembra stemperarsi con le chiacchiere da uomini.
Amore, bugie e calcetto (nei cinema dal 28 marzo, una delle poche pellicole non ansiogene col marchio Warner Bros) in cui si identificheranno molti uomini e altrettante donne, perché il loro punto di vista sarà determinante nell’andamento della storia: «Si vedrà come le signore reagiscono di fronte a mariti o compagni che cadono sempre dalle nuvole quando si tratta di affrontare i problemi della vita di coppia, ma che nulla può fermare quando si tratta di correre all’appuntamento irrinunciabile con il calcetto», spiega Claudia Pandolfi, nella commedia moglie in crisi di Filippo Nigro. «Allora tutto si ferma, sul campo riescono a confermare il proprio ruolo maschile che le donne mettono in discussione e negli spogliatoi possono lasciarsi andare alle chiacchiere e alla goliardia, come in un club per soli uomini».