«Bisogna andare avanti aggiustando questo testo»

Parigi. «Ventisei paesi hanno approvato o approveranno il Trattato di Lisbona e spero che il ventisettesimo, l’Irlanda, la sola a votare per referendum, dirà “s쓻. Era questo l’auspicio mattutino del ministro degli esteri francese Bernard Kouchner: un auspicio vanificato dagli spogli delle schede del referendum. Così, mentre il presidente Nicolas Sarkozy ha affidato la sua reazione a un comunicato congiunto con la cancelliera Angela Merkel, per Kouchner ha parlato il sottosegretario Jean-Pierre Jouyet.
Il vicetitolare del Quai d’Orsay con delega agli Affari europei, si è
detto «distrutto» per la vittoria del no nel referendum in Irlanda sul Trattato di Lisbona, ma ha ribadito che «con i necessari aggiustamenti giuridici la ratifica del trattato deve andare avanti». «Certo - ha precisato - il testo approvato dall’Irlanda non potrà essere diverso da quello ratificato dagli altri, ma al massimo si potrà dare più evidenza alle possibilità di opt out che già esistono».