«Bisogna garantire ai concessionari una vera concorrenza»

«Che ci sia vera concorrenza», è il messaggio lanciato da Maurizio Ughi al quale il Consiglio d’amministrazione di Snai, presieduto da Marco Pierettori, ha attribuito «le deleghe operative utili alla gestione della società» nella riunione del 29 aprile. Interessante il distinguo fra attività monotematiche e concorrenziali. «Il mercato italiano è diviso in due settori. Da una parte i giochi che fanno capo a una sola azienda, come Lotto e Gratta e Vinci con Lottomatica, Winforlife e SuperEnalotto con Sisal, dall’altra quelli che coinvolgono più concessionari, a cominciare dalle scommesse sportive. Ne scaturisce una differenza enorme».
Si spieghi meglio…
«Sui primi c’è poco da aggiungere. Cosa vuole, rientrano nella strategia d’un solo operatore che sa bene come comportarsi in un regime ormai consolidato di monopolio. Ma sui secondi bisogna far qualcosa per aumentare la concorrenza. Si parla tanto di mercato europeo aperto alle più svariate strategie, e poi ci si ritrova tutti allineati, coperti e appiattiti sulle stesse logiche. In certi casi si ha perfino paura di pubblicizzare una novità per evitare di darla in pasto ai competitor».
Con ricadute sui ricavi?
«Ma certo. Il reddito dello Stato è aumentato su tutti i versanti, mentre s’è ridotto il margine pro capite di quegli operatori che si trovano a lavorare nello stesso segmento. E di questo fattore bisogna tenere conto per tanti motivi, compreso quello occupazionale».
Cosa consiglierebbe ad Aams?
«Di avviare un’attività rilevante di manutenzione, se mi lascia passare questo termine, per permettere agli operatori di diversificare il prodotto con offerte particolari, più vicine alle esigenze della clientela e soprattutto in linea con l’attualità. Il mercato è sempre più live. E noi concessionari dobbiamo essere pronti a coglierne le novità. Invece non siamo liberi abbastanza di mettere a frutto professionalità e competenza. Da sempre le differenze si concretizzano in qualche lieve variazione sulle quote. Serve altro».
Più libero mercato.
«È quanto vado sostenendo da tempo con gli amici di Aams e con il sottosegretario Giorgetti che si sono sempre dimostrati sensibili a questi temi. È arrivato il momento di prendere decisioni importanti per tutelare i concessionari ufficiali nella impari lotta con gli operatori che non si allineano alle norme».
È molto atteso il disegno di legge che a breve dovrebbe normalizzare il settore.
«Mi auguro che diventi lo strumento per recepire queste richieste e, in attesa della sentenza della Corte di Giustizia europea, cominciare a chiarire cosa è lecito e cosa non lo è».
E sulla rete parallela?
«Al controllo degli irregolari dovrebbe essere destinata una parte delle imposte fiscali derivanti dalle scommesse. Per l’erario non sarebbe un costo, ma un investimento».