«Bisogna istituire il Cup-manager per le liste d’attesa»

«Occorre un progetto per migliorare l’offerta sanitaria che parta dall’impegno preciso di governare le liste d’attesa. Il Lazio è ben lontano dagli standard delle altre regioni cosicché per garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni mediche in tempo utile bisogna allargare l’accesso al Cup (centro unico di prenotazione) anche alle strutture convenzionate e agli ospedali classificati. Occorre istituire un profilo professionale, il Cup manager - senza costi aggiuntivi - per ogni Asl che sia responsabile dei processi di prenotazione e di risultato». È una delle proposte che il vicepresidente della commissione Sanità della Pisana, Stefano De Lillo (Fi), ha presentato per trovare una soluzione utile ad abbattere i tempi di attesa che «nella nostra regione si sono dilatati con ancora più gravi disagi per i cittadini soprattutto anziani e deboli». I fatti parlano chiaro: 397 giorni nell’Asl Roma G per un’ecografia dei vasi aortici, 160 giorni per un’ecografia addominale (Asl Roma C), 147 giorni per un’ecografia ostetrica (Roma D) e 211 giorni per una mammografia (Roma F). A Latina ci vogliono 226 giorni per una visita cardiologica, 200 per un elettrocardiogramma e 412 per un ecodoppler. Tutti numeri che creano parecchie difficoltà agli utenti. «Ecco perché - precisa l’azzurro - ci vogliono i Cup manager: per rispondere dei disservizi, garantire produttività, monitorare e dare la garanzia del rispetto dei tempi d’attesa massimi stabiliti». I numeri considerati sono ben lontani dal rispetto dei tempi massimi che dovrebbero essere secondo la normativa corrente 30 giorni per una prestazione diagnostica e 60 per una specialistica. La dice lunga il fatto che possa capitare a una donna in gravidanza di ricevere una prenotazione per ecografia ostetrica a bimbo nato. La «ricetta De Lillo», che serve a contrastare pure questi casi limite, ha trovato il plauso del presidente dell’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori), Primo Mastrantoni che sottolinea la propria critica alla giunta Marrazzo perché sui temi sanitari non ha trovato una via di concertazione con le rappresentanze sociali.