Bisogna riprendere il controllo del territorio

Roma marcia spedita verso la legalità. L’atteso vertice di ieri in Campidoglio fra il ministro degli Interni Roberto Maroni e il sindaco Gianni Alemanno ha mostrato unità di intenti e perfetta sintonia fra la nuova amministrazione di centrodestra del Comune e il governo nazionale. Espulsioni, campi nomadi, racket dei mendicanti, prostituzione, gli argomenti sul tappeto. Alemanno ha presentato al ministro idee, programmi, richieste. Servono risorse finanziarie e norme di legge. Maroni ha ascoltato per mezz’ora, ha promesso, si è detto d’accordo. Ecco in sintesi quanto è scaturito dall’incontro.
Dopo il fallimento inglorioso del patto dello scorso anno firmato dall’ex ministro Giuliano Amato e dall’ex sindaco Walter Veltroni, sarà varato in tempi rapidi un nuovo pacchetto sicurezza per Roma. Il programma è centrato su tre punti: 1) monitoraggio e incremento delle forze dell’ordine sul territorio per riportare la legalità in ogni angolo della città; 2) riduzione, progressiva ma consistente, dei campi nomadi dagli attuali 85 (fra regolari, semi-regolari e abusivi) a un numero decisamente più basso, «che permetta di tenere sotto controllo la situazione»; 3) cooperazione con i paesi comunitari di provenienza (leggi Romania) per evitare che dopo le espulsioni i clandestini possano tornare impunemente in città. Alemanno aveva annunciato nei giorni scorsi che il Comune contribuirà a creare insediamenti ad hoc in Romania.
Grazie alle nuove norme che saranno varate dal governo con decreto-legge già dalla prossima settimana, si potrà procedere speditamente sulla via delle espulsioni dei clandestini e degli irregolari anche da Roma. Alemanno in campagna elettorale aveva più volte parlato della necessità di espellere dalla capitale almeno 20mila delinquenti già riconosciuti tali dalla magistratura, ma che continuavano impunemente a girare liberi in città. Conferma questi numeri?, gli chiediamo. «Assolutamente, sì. I tempi esatti per cacciare questa gente da Roma dipenderanno da molte cose, ma ce la metteremo tutta per fare prima possibile». Entro poche settimane, ha poi annunciato il sindaco, le forze dell’ordine inizieranno a contrastare gli aspetti peggiori del degrado. In primo luogo il commercio abusivo e il flusso di merci illegali. Chiaro riferimento quest’ultimo all’Esquilino. Polizia e carabinieri interverranno anche contro il caporalato sulle «strade della vergogna», come le ha definite Alemanno. La Flaminia, la Salaria, l’Aurelia. Su queste strade la mattina è possibile vedere fin dalle prime luci dell’alba lunghe file di immigrati in attesa di essere «venduti» dai caporali come manodopera in nero nei cantieri edili a poche decine di euro. Un’altra vergogna che verrà cancellata dalla città sarà il racket dell’accattonaggio, sia minorile che dell’handicap. Infine, dopo un altro decreto legge, sarà vietata la prostituzione (sia maschile che femminile) dalle strade.
L’incontro è stato definito «molto utile» da Maroni: «Sono convinto che il mondo delle autonomie locali, comuni e sindaci, - ha detto il ministro - sia fondamentale per lottare contro le illegalità sul territorio. I pacchetti sicurezza finora con Prodi e Amato sono rimasti lettera morta. Noi vogliamo invece rilanciarli e attuarli in tutte le grandi città d’Italia, a Milano come a Roma». Maroni ha poi confermato che parteciperà prestissimo, forse già dalla prossima volta, al Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. «Sono molto onorato della partecipazione del ministro degli Interni - ha affermato il prefetto Carlo Mosca - La presenza di Maroni al Comitato significa da parte del governo nazionale grande attenzione al tema della sicurezza, che oggi nella capitale costituisce una delle questioni più delicate».