Bisogna sperare che le banche restino in piedi

Egregio direttore, secondo una leggenda pare che Maria Antonietta d'Asburgo Lorena in occasione dell'assalto della plebe inferocita a Versailles nelle giornate di Ottobre del 1789 rivolgendosi al primo ministro che la avvisava sulla scarsità del pane per il popolo in rivolta abbia esclamato arrogantemente «Il popolo non ha pane? Che mangi brioches!». Esattamente 236 anni dopo, nel 2016, durante la trasmissione TV, Dalla parte vostra su Rete4, per parlare di un pensionato di 67 anni di Montebello che si è tolto la vita dopo esser stato truffato dalla Banca Popolare di Vicenza, un famoso onorevole (Gianfranco Librandi) davanti ad alcuni clienti truffati dalla stessa banca ha affermato con la solita spocchia e sussiego «State sereni, le banche in Italia sono solide!». Le due frasi sono quasi simili... sulla prima però non abbiamo davvero la certezza che sia stata pronunciata da Maria Antonietta, mentre milioni d'italiani hanno potuto ascoltare (restando basiti!) in diretta tv la seconda frase pronunciata dall'onorevole Librandi. Che ne pensa?

Vincenzo Mangione

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Caro Vincenzo, che le nostre banche non navighino in buone acque mi sembra un fatto certo. L'unica spiegazione possibile è che l'onorevole Librandi abbia voluto tenersi buona la sua per motivi personali. Come ognuno tiene famiglia, ognuno tiene banca e mutuo. Detto questo bisogna sperare e pregare che il sistema bancario tenga, e non solo perché ha in pancia i nostri pochi o tanti euro, persi i quali ci troveremo sul lastrico. Tutto il sistema capitalistico occidentale ruota attorno alle banche, nate come casseforti e diventate motore dell'economia pubblica, privata e addirittura domestica. Ha presente una Ferrari con il motore fuso? Non è più una Ferrari e nemmeno una macchina, è un ammasso di inutili lamiere, pelli e bottoni. Hai voglia a spingerla. Per cui, Alibrandi non ci fa fessi ma non facciamo noi i fessi ad augurarci il contrario.