Bizzarri e il documentario d’autore

Tommaso Casini

Film sull’arte, sulla musica, sull’architettura e numerosi omaggi al cinema nelle sue forme più creative. Sono stati questi i principali ingredienti della terza edizione del festival che si concluderà venerdì 29 a Palazzo Venezia. Tra gli eventi da segnalare anche l’omaggio alla figura del grande documentarista Nino Bizzarri (membro della giuria della sezione musicale). A lui è dedicata una serata speciale questa sera (ore 21) con la proiezione di Piccolo sole/Vita e morte di Henri Crolla, uno dei suoi più recenti lavori. Il documentario - candidato al David di Donatello di quest’anno - è il ritratto di un genio italiano, straordinario uomo e musicista. Crolla è stato uno dei più grandi chitarristi europei del ventesimo secolo ma è totalmente sconosciuto in Italia pur essendo nato a Napoli. Immigrato a Parigi nel ’23 all’età di due anni, senza aver mai studiato musica, nella sua non lunga carriera ha scritto canzoni per interpreti celebri della musica francese, Edith Piaf e Yves Montand soprattutto, composto numerose colonne sonore per i film interpretati da Brigitte Bardot, Jean Moreau e Jan Gabin. Morì prematuramente a nemmeno 40 anni lasciando una traccia profonda che Bizzarri ha riscoperto con straordinaria sensibilità. Il film su Crolla fa parte degli undici lavori, realizzati fino a oggi dal regista romano per Rai International, caratterizzati da una profonda ricerca sulla vite di alcune figure dell’arte e della cultura del Novecento e non solo: Eleonora Duse, Roberto Rossellini, Yves Montand, Ennio Flaiano, Carolyn Carlson, Mario Luzi, Sylvano Bussotti. Il cinema di Bizzarri scava nelle pieghe della biografia dei personaggi di cui si occupa enucleando con cura una sequenza di schegge di memoria. Lo fa attraverso uno studio attento di lettere, testimonianze, documenti, fotografie, filmati, con l’acribia filologica dello storico senza l’insolenza di chi cerca un’impossibile verità banalmente preconfezionata. Bizzarri entra in punta di piedi nelle vite dei suoi «narratori», incontrando le persone che li hanno conosciuti e amati, visitandone le case, gli alberghi che hanno abitato, i luoghi, per alcuni i sepolcri, alla ricerca di tracce. Il percorso si dipana ellittico, quasi ipnotico, fotogramma dopo fotogramma con una regia minuziosa che trova i tempi e i silenzi giusti per la riflessione. Allo spettatore viene proposto un viaggio alla scoperta o alla riscoperta di profili che pur conosciuti si rivelano nella luce e nello stile personale pacato ed elegante dell’autore. Documentari in cui vengono affrontati i temi chiave dell’esistenza: la nascita, le parentele, la terra d’origine, la scoperta del sé, la gioia e spesso la sofferenza del creare, vivere e trasmettere l’arte, fino a giungere al distacco, alla morte da dove però ricomincia la memoria.