Bjoerdalen e Manninen, i cannibali sono finiti nella neve

da San Sicario

I cannibali hanno perso i denti. Gli invincibili sono tornati fra noi, nella normalità di chi vince e chi perde. I tedeschi raccolgono ori (Greis nel biathlon e Hattich nella combinata) e i miti cadono nella polvere. Pardon, nella neve. Sono due uomini del grande nord, venuti per mostrarci il loro sorriso e non la faccia buia. Eppure ieri Hannu Manninen è sembrato uno qualsiasi. E Ole Einar Bjoerdalen solo un futuro marito, vabbè con promessa sposa italiana. Manninen è un re della combinata nordica (salto dal trampolino e gara di fondo), finlandese imbattibile in coppa del mondo. Ha vinto 11 gare su 15, così devastante nella sua strapotenza che gli avversari rinunciano a misurarsi con lui (è accaduto nelle ultime due gare). Talmente forte che in patria è costretto ad allenarsi da solo. Eppure ieri è scivolato subito: dal trampolino ha cominciato a volare indietro. Nel fondo la sciolina doveva essere collosa. Risultato: ottavo nella gara che doveva consacrarlo. Pazzie olimpiche.
Ma poi che raccontare a Bjoerdalen, trentaduenne leggenda vivente del biathlon, sport di fatica e precisione. Non perdeva da due anni, a Torino avrebbe dovuto fare incetta di medaglie. Per ora si accontenta di un argento, salva la faccia ma non l’amor proprio. Le italiane (la fidanzata è Nathalie Santer, azzurra del biathlon) gli piacciono, ora l’Italia un po’ di meno. Dal 2002 il norvegese aveva vinto praticamente tutto: quattro ori ai Giochi di Salt Lake, altrettanti ai mondiali austriaci dell’anno passato. Questo argento sarà un brodino al mal di stomaco. Bjoerdalen che è nato a Trondheim, ma ha intenzione di vivere in Italia una volta sposato, era venuto ai Giochi per vincere cinque medaglie d’oro. Ha bucato la prima ed ha cercato di consolarsi con la filosofia dei forti. «Non sento di aver perso l’oro, sono contento dell’argento. Sto bene ed è un fatto promettente per l’Olimpiade». Vero, a guardar la gara. Subito due errori nel tiro e, alla fine, se l’è giocata con il tedesco Greis: testa a testa sugli sci e sconfitta per sedici secondi.
A quel punto Nathalie Santer ha cercato di rincuorarlo, sfoderando il sorriso che aveva riservato per maggio: 27 maggio, giorno del matrimonio.