Black bloc, Brignano: "Come mai gli agenti non li hanno fermati prima?

Il suo monologo a le Iene è contro i teppisti di Roma, ma tra una frase e l'altra il comico accusa la polizia di non aver agito in tempo, magari "perché la manifestazione non doveva riuscire..."

Milano - Roma messa a ferro e fuoco. L'Urbe devastata e sfigurata. Diversi agenti delle forze dell'ordine feriti e immortalati nelle foto con il volto sanguinante. Autoblindi bruciati. Roma per un giorno era come Beirut, fiamme e fumo nel cuore dell'Europa, nel cuore dell'antica civiltà latina. Il tutto per mano di centinaia di "teste di casco". Così ha definito i black bloc il comico Enrico Brignano in un suo monologo durante la trasmissione le Iene.

Brignano ha accusato i teppisti di sabato in maniera netta e diretta. A tratti lasciando da parte anche la vena ironica. Brignano ha messo sotto accusa l'intelligenza di questi "uomini neri" che forse non sapevano neanche cosa stessero facendo e soprattutto, convinti di arrecare un danno al "sistema", magari lo favorivano, come nel caso delle banche. "Mentre tu black-bloc passeggiavi fra mamme e bambini che giustamente volevano protestare - recita Brignano - ad un certo punto ti viene sta botta di patrottismo e ti metti a spaccare la vetrina della banca, perché questo fa molto rivoluzionario. Ma non ti sei chiesto che magari la vetrina spaccata non gli fa niente alla banca, perché la banca ha magari un'assicurazione contro gli atti vandalici e che magari l'assicurazione gliela rimette nuova la vetrina alla banca? No tu non c'hai pensato perché sei black bloc, è carattere, sei impulsivo....".

Poi Brigano passa a parlare degli incendi alle auto dei privati cittadini. "Tu black - bloc ti sei accorto che c'hai la molotov nello zaiono l'accendi e dai fuoco a un po' di macchine parcheggiate, macchine che appartengono a dei poverelli che magari non l'hanno neanche finita di pagare, ma tu non ci puoi fare niente sei black - bloc, c'hai il casco in testa che ti opprime il cervello...". Poi il consiglio: "E levatelo sto casco così il tuo cervello lo puoi fare respirare un po' meglio...".

A questo punto Brignano conia un nuovo soprannome per i teppisti di Roma e li apostrofa così: "Visti i fatti, visto quello che è successo posso dirti una cosa mio caro black bloc? Sei o non sei un incommensurabile 'testa di casco'...?".

Ma dopo aver giocato un po' sull'indole teppista degli incappucciati di Roma, Brignano comincia a perdere il polso del suo monologo e inizia ad accusare le forze dell'ordine. Infatti "c'è una domanda principe" a cui il comico non è ancora riuscito a darsi una risposta ed è questa: "Perché caro black bloc le forze dell'ordine non vi hanno fremato prima?". Quindi anche Brignano alla fine,  nonostante attacchi i teppisti dà la colpa dei disordini alla negligenza della polizia. Secondo il comico "le foto dei black bloc le forze dell'ordine ce le hanno, e se le scambiano come fossero figurine", e quindi sempre secondo la sua teoria la polizia era a conoscenza dell'identità dei teppisti.

Poi arriva l'insinuazione che forse Brignano aveva in serbo sin dall'inizio del suo sketch. "Ma non è che sta manifestazione degli indignati non doveva riuscire...?". A questo punto l'ipotesi di Brignano sembra chiara: la polizia sapeva tutto, conosceva in anticipo facce e nomi e avrebbe lasciato fare senza problemi perché serviva screditare gli indiganti. Un teorema forte e pericoloso che dimentica tutti gli agenti feriti, a terra inermi e sanguinanti che secondo la lezione di Brigano, coscienti di questo si sarebbero fatti colpire apposta in testa e in tutto il corpo.

Dopo aver lanciato l'accusa il comico torna sui binari accusando anche i genitori dei black bloc che a suo modo di vedere non hanno saputo educare i propri figli. Ma nonostante un monologo di sette minuti dedicato ad accusare i teppisti alla fine il messaggio che è passato, quello più pesante, è contro la polizia colpevole a suo dire di aver strizzato l'occhio ai black bloc. Al di là dell'opinione di un comico che ha il diritto di esprimere ciò che pensa, andare ad insinuare che i poliziotti e i carabinieri erano ben felici di prenderesi bastonate sul volto è un pochino tanto. Ma alla fine resta una verità indiscutibile e ce la dà lo stesso Brignano: "300 black bloc mimetizzati con le spranghe in mano non valgono un solo romano definitivamente incazzato che tira fuori il crick dalla macchina black bloccata" dalla manifestazione e dai disordini di sabato scorso...