Il black-out dei cellulari dopo le bombe strategia preventiva di Scotland Yard

L’oscuramento telefonico può essere stato una scelta e non il sovraccarico

Andrea Nativi

Il black out telefonico che ha colpito implacabilmente ogni cellulare e buona parte delle linee fisse nel centro di Londra non appena si è diffusa la notizia delle esplosioni nelle metropolitane è stato deciso dalle autorità di polizia britanniche o è solo conseguenza di uno straordinario incremento di traffico?
Probabilmente non conosceremo mai la realtà. La posizione ufficiale della polizia londinese è che la misura in questione, «spegnere» tutti i telefonini della metropoli, è stata effettivamente presa in considerazione, ma non è stata applicata perché «avrebbe danneggiato il rapporto di fiducia con i cittadini». Quindi il blocco sarebbe dovuto a semplice intasamento delle linee. Ma secondo alcuni addetti ai lavori, almeno per i cellulari, potrebbe esserci stato un intervento selettivo su alcune frequenze e in alcune aree specifiche. Questo per due motivi: si temeva l’attivazione di altri ordigni attraverso gli impulsi di cellulari, come è accaduto a Madrid, e al tempo stesso si voleva evitare che i membri del commando potessero coordinare ulteriori attacchi o i loro piani di fuga.
Il blocco però presentava anche un aspetto negativo: gli «aspiratori» di telefonate del Gchq non avrebbero potuto registrare e cercare di individuare le telefonate scambiate dai membri del commando dopo l'attacco, un elemento preziosissimo in qualunque indagine. Del resto il blocco delle linee telefoniche è una misura prevista in moltissimi Paesi in caso di attacchi terroristici o attentati e i protocolli operativi e l’attivazione immediata del black out sono stati resi più rapidi e efficaci dopo l’esperienza degli attacchi madrileni.
Misure speciali sono state prese anche a fini preventivi/difensivi: pare che in prossimità di determinati obiettivi prioritari in diverse capitali europee (e non solo) i cellulari non funzionino, così come all’interno degli stessi, perché le frequenze utilizzate dai telefonini «comuni» sono disturbate e il livello di potenza dell’emissione di disturbo sarebbe anche regolabile. In questo modo sarebbe impossibile utilizzare il cellulare come comando a distanza per un ordigno piazzato in prossimità di tali obiettivi.
In Irak invece vengono utilizzati diversi sistemi: si ricorre sia allo «spegnimento» di determinate celle che supportano i cellulari quando, ad esempio, nella zona deve transitare un convoglio o una personalità, oppure si ricorre a sistemi di disturbo talmente potenti che spesso «friggono» anche elettrodomestici, antenne e telefoni in interi quartieri. E probabilmente è proprio nel campo delle telecomunicazioni via terminale mobile che Usa ed Europa hanno raggiunto nel giro di poco tempo la massima sofisticazione tecnologica, sia a fini offensivi e di spionaggio, sia difensivi. Ma anche i terroristi hanno migliorato moltissimo il loro know-how in questo campo.