«Black out, servono azioni mirate sulla rete»

Pugliese, responsabile Aem: «Spesso le interruzioni di energia sono dovute solo al surriscaldamento»

Dopo quattro giorni di emergenza è tornata la calma. Niente black out, niente lamentele da parte dei cittadini. Con l’arrivo del weekend la città si è svuotata e tanti condizionatori sono stati spenti. Ma il rischio che Milano possa tornare al buio c’è ancora. Domani sera migliaia di persone torneranno dai luoghi di villeggiatura e allora il temuto sovraccarico della rete elettrica potrà tornare a paralizzare alcune zone del capoluogo.
Non è un problema di immediata soluzione: occorre potenziare alcuni settori della rete e migliorare i sistemi di ventilazione per evitare il surriscaldamento degli impianti. L’Aem è già corsa ai ripari, ma gli interventi sono numerosi. «Per fornire l’intera città sono stati installati migliaia di chilometri di cavi - spiega Salvatore Pugliese, responsabile esercizio della rete elettrica dell’Aem -. È normale che qualche disservizio possa capitare. Con il caldo la situazione diventa anomala perché l’utilizzo contemporaneo dei condizionatori ha un forte impatto sulla pianificazione delle reti».
Tradotto in altri termini, durante l’estate gli impianti attuali non sono in grado di assorbire l’aumento del consumo di elettricità. «Certamente dovremo potenziarli - continua Pugliese - , ma gli interventi non riguarderanno l’intera struttura: il 97 per cento di questa svolge pienamente la propria funzione. Saranno operazioni mirate e limitate a pochi settori. In alcuni casi potrà essere necessario riparare cavi danneggiati per il sovraccarico, in altri bisognerà potenziare gli interruttori o i trasformatori delle cabine di distribuzione».
Un altro problema è rappresentato dalla temperatura atmosferica elevata che surriscalda gli impianti facendo scattare i meccanismi di protezione. «La corrente va via per evitare danni maggiori - dice Pugliese -. Occorre installare impianti di condizionamento o di ventilazione nei locali che ospitano i trasformatori. In questo modo viene smaltita l’aria calda e l’impianto può funzionare regolarmente».