«Black Water» alla Scala il balletto di Teshigawara

Sette Nobel e due Pulitzer invitati, incontri su letteratura, musica e cinema sempre accolti in modo favorevole dal pubblico: l'ottava edizione della Milanesiana può dirsi definitivamente «maggiorenne», avendo in nemmeno un decennio aperto il proprio spettro a eventi di rilevanza internazionale come lo spettacolo Black Water del coreografo giapponese Saburo Teshigawara, uno dei grandi della danza contemporanea, atteso domenica al Teatro alla Scala. L'arte di Teshigawara - in uno show dove il tema della fluidità e del colore nero trionferanno nelle movenze dello stesso Saburo e delle sue storiche collaboratrici Kei Miyata e Rihoko Sato - scrive così un capitolo importante per la Milanesiana, ma non solo: l'apertura della Scala al contemporaneo è il proposito da sempre inseguito dal sovrintendente Stéphane Lissner, come spiega lui stesso: «Da quando giunsi alla Scala, due anni fa, ho sempre cercato di aprire il teatro a nuove realtà. La Scala riceve un aiuto dalla Milanesiana, perché ha l'occasione di sposare alla grande tradizione da sempre rappresentata, un’apertura agli artisti contemporanei. Solo così la Scala non perderà per strada i giovani. Senza contare che, da sempre, sono un ammiratore di Teshigawara». Dire Scala, poi significa attestare, in tutta evidenza, il definitivo «disgelo» tra Comune e Provincia: il primo è responsabile della concessione del teatro, la seconda del supporto finanziario alla rassegna. Difatti, l'Assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e la collega della Provincia Daniela Benelli si scambiano sorrisi e ammissioni: «I tempi della non collaborazione sono finiti», è il coro a due voci. Il coreografo è giunto a Palazzo Marino per raccontare in breve la sua opera, nata dopo un lungo soggiorno italiano, a Civitanova Marche. Su un palco completamente nero (45 pannelli neri, danzatori vestiti di nero), va in scena un trionfo della «fluidità e della luce». «Il nero in movimento sul nero dà profondità, - spiega Saburo - investe la nostra immaginazione. Per noi giapponesi il nero è anche il colore dei capelli delle donne, è simbolo di fascino e bellezza». Black Water è un'opera che che nasce non solo dalla danza: «Sono cresciuto col balletto classico - spiega il coreografo - ma i passi nel contemporaneo non li devo ad alcun maestro. Le mie creazioni nascono dall'osservazione di quadri, dall'ascolto della musica, dalla visione di moltissimo cinema. Quando creo non penso solo alla danza e alle sue regole». Oggi, allo Spazio Oberdan (ore 14.30) sono previste proiezioni di alcune opere di Teshigawara. Il coreografo sarà presente.
Black Water
teatro alla Scala
domani ore 21
ingresso 25 euro
informazioni 02.87905