Blair e Bush: «L’Onu subito nel Darfur»

da Londra

Il premier britannico Tony Blair ieri ha giudicato «completamente inaccettabile» la situazione in Darfur (ovest del Sudan) e accusato il governo sudanese di aver infranto l’accordo del cessate il fuoco siglato con i ribelli. «Mi impegno a intensificare gli sforzi internazionali per spingere il governo sudanese a cambiare atteggiamento e modo di agire», ha dichiarato Blair, per il quale la comunità internazionale «non può assistere all’aggravarsi di questa tragedia».
«In questi ultimi giorni ho già parlato del Darfur con il primo ministro (cinese) Wen Jiabao e col presidente (americano) George Bush», ha detto il premier britannico, parlando alla vigilia della giornata internazionale per il Darfur. «Nelle prossime settimane discuterò con altri dirigenti per metterci d’accordo su un’iniziativa che preveda aiuti per il Sudan se rispetta i suoi obblighi e quello che invece lo attende se non lo farà», ha aggiunto. Gli Stati Uniti, il cui presidente Bush si è detto «deluso» dall’azione dell’Onu nel Darfur, ritengono che «il governo del Sudan non abbia un potere di veto sulla risoluzione dell’Onu» e pensano che «si debba andare avanti il più rapidamente possibile».
I ministri degli Esteri dell’Ue, riuniti a Bruxelles, hanno mostrato la loro preoccupazione «per il degrado della sicurezza e della situazione umanitaria» e hanno lanciato un appello al governo del Sudan perché accetti lo spiegamento di forze Onu.