Blair: inaccettabile, subito un’inchiesta

Linea dura di Londra che però parla di eccezione: il nostro esercito è corretto

da Londra

Dopo il video-choc sui presunti abusi dell’esercito, il governo britannico non ha perso tempo annuciando l’apertura di un’inchiesta del tribunale militare per accertare le responsabilità, e condannare le violenze in divisa, definite un «comportamento inaccettabile». È stato lo stesso Tony Blair a commentare la sequenza di immagini, che sembrano inchiodare otto soldati dell’esercito di Sua Maestà. Il primo ministro britannico, preoccupato per le ripercussioni che il filmato scatenerà in Irak (ma non solo), si è affrettato a stigmatizzare l’episodio. «Prendiamo seriamente qualsiasi denuncia di maltrattamenti e quelli in questione saranno indagati davvero a fondo», ha promesso. Blair ha però voluto ridimensionare il caso, sottolineando come l’incidente rappresenti un’eccezione, per quanto insopportabile. «La stragrande maggioranza delle truppe britanniche, in Irak come altrove, si comportano in modo corretto e svolgono un grandissimo lavoro per il nostro Paese e per il resto del mondo», ha affermato Blair, invitando l’opinione pubblica a continuare a garantire «pieno sostegno alle forze militari per quello che stanno facendo». Sulla stessa lunghezza d’onda, il Cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, che ha definito «inaccettabile» il comportamento dei militari, che «dovranno risponderne alla giustizia».
«Estremamente scioccanti», queste le parole pronunciate dal portavoce dell’esercito Martin Rutledge commentando le immagini, dopo aver assicurato che le indagini procederanno con la massima urgenza. «Condanniamo ogni episodio di abuso e brutalità», ha aggiunto, pur sottolineando come le accuse riguardino solo un «ridottissimo numero degli 80mila uomini che hanno prestato servizio in questi anni in Irak». Non è la prima volta che i militari della coalizione vengono accusati di abusi nei confronti di iracheni. Finora lo scandalo più eclatante di abusi commessi da truppe straniere era stato quello nel carcere di Abu Ghraib nel 2003.