Per Blair inviato del Quartetto solo un ruolo di secondo piano

L’ex-premier è stato anche sentito dai giudici nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti sospetti al Labour

Londra - Il primo giorno dopo l’addio definitivo a Downing Street si è aperto per Tony Blair con la notizia del terzo interrogatorio sullo scandalo «cash for honours». L’ex premier inglese è stato ascoltato - ha riferito l’agenzia inglese Press Association - la settimana scorsa nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti sospetti al Partito laburista, basata sull’ipotesi che alcuni seggi della Camera dei Lord siano stati assegnati in cambio di denaro versato per finanziare il Labour.

L’ex premier inglese, in realtà, in questo momento è preso da un nuovo importante impegno, quello di inviato diplomatico del Quartetto per il Medio Oriente. «Comincerò immediatamente, mi recherò in Medio Oriente probabilmente a luglio: è una sfida enorme che mi porterà via molto tempo», ha spiegato Blair in un’intervista pubblicata ieri sul quotidiano Northern Echo, pubblicato nella sua circoscrizione di Sedgefield.

Eppure pare che l’ex primo ministro inglese dovrà accontentarsi di un ruolo probabilmente diverso da quello che aveva immaginato. Così almeno riferiscono The Guardian e il New York Times, affermando che a Blair spetterà piuttosto un incarico in prima linea nella costruzione delle istituzioni governative palestinesi, nel ripristino della sicurezza e del rispetto della legge e nel rilancio dell’economia. Secondo alcuni analisti, un ruolo così limitato rischia di ostacolare le reali chance di successo di Blair mentre metterebbe in primo piano l’intervento del segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che di recente ha annunciato l’intenzione di voler dedicare gli ultimi mesi del suo mandato al rilancio dei colloqui di pace fra israeliani e palestinesi.