Blair oggi dal Papa, ha deciso di convertirsi

Gli amici più stretti del primo ministro danno per definitiva la scelta di diventare cattolico

da Londra

Libero dagli impegni della politica Tony Blair è pronto per convertirsi al cattolicesimo. Lo avrebbero confermato al quotidiano The Independent alcuni dei più stretti amici del Primo Ministro uscente secondo i quai Tony sarebbe pronto ad abbracciare la fede cattolica il prima possibile.
Di una sua eventuale conversione si era parlato più volte anche in passato, ma il Premier laburista aveva sempre smentito questa possibilità. Ora però che la sua carriera politica sta per interrompersi, l’ipotesi non è più così azzardata. Secondo l’Independent mister Blair sarebbe in procinto di discutere i dettagli della cosa con il Papa in persona proprio oggi, in un incontro privato che avrà luogo a Roma subito dopo la fine dell’ultimo vertice dell’Unione Europea. Sempre in quest’incontro a due il leader laburista vorrebbe anche discutere con il Santo Padre la possibilità di creare una fondazione che ha lo scopo di rafforzare i legami tra i credenti di fedi differenti.
Secondo chi lo conosce bene dietro la formalizzazione ci sarebbe naturalmente la moglie Cherie, sua “guida spirituale” durante tutto il cammino. Nulla di cui stupirsi se così fosse veramente, dato che la signora stessa è una cattolica praticante e ha allevato i suoi quattro figli nella stessa fede. Prima di venire eletto primo ministro, Blair ha sempre fatto la comunione insieme alla moglie e ai figli nella chiesa cattolica di Islington, dove viveva insieme alla famiglia. Aveva smesso di farlo pubblicamente dopo un intervento piuttosto acceso del cardinale Hume, che era stato la guida spirituale della chiesa cattolica in Inghilterra e nel Galles. Le smentite di Blair riguardo ad un suo possibile cambio di fede potrebbero quindi essere state dettate soltanto da mera opportunità politica: il premier avrebbe voluto rimanere anglicano nel corso dei suoi mandati a causa dei possibili problemi legali e politici che sarebbero stati creati da una sua conversione mentre si trovava al servizio dello Stato.
Benché la Gran Bretagna non abbia mai avuto un capo del governo cattolico, la Chiesa aveva già confermato che non esisteva nessun ostacolo di natura costituzionale se mister Blair avesse voluto fare questo passo. Alcuni legali però ritengono che la legge del 1829, chiamata Emancipation Act, che garantisce i diritti civili ai cattolici, potrebbe impedire a un cattolico di diventare Primo Ministro. Anche secondo molti storici costituzionali una conversione potrebbe compromettere le relazioni tra Stato e Chiesa. In qualità di capo del governo attualmente è proprio Blair a suggerire alla Regina le nomine dei cardinali della Chiesa d’Inghilterra, un ruolo che il suo successore Gordon Brown intende restituire alla Chiesa con una riforma costituzionale subito dopo essere subentrato a Blair. Le autorità ecclesiastiche però hanno sempre ritenuto che questo fosse un incarico di governo più che religioso, ma è ovvio che con un primo ministro convertito mantenere la neutralità sarebbe stato più difficile. Nel caso poi fosse passato al cattolicesimo, Blair avrebbe dovuto spiegare se il suo credo aveva in qualche modo influenzato certe decisioni politiche.
Sempre secondo il giornale, mister Blair avrebbe a lungo discusso la sua conversione con Canon Timothy Russ, il prete che è anche parroco del paesino di Chequers, dove si trova il ritiro di campagna di Blair. Della procedura formale di conversione si dovrebbe occupare invece padre John Walsh, anch’egli un ospite regolare a Chequers. Dopo l’inizio della guerra in Irak i Blair avevano smesso di andare a messa in pubblico per motivi di sicurezza, ma avevano sempre atteso ad una celebrazione privata. Se quindi come primo ministro Blair era stato consigliato di evitare di prendere posizione su questioni di natura religiosa, ora come semplice deputato potrebbe effettivamente concedersi il lusso di seguire il proprio istinto abbandonando la Chiesa anglicana per quella cattolica.