Blair: «Più uniti dopo gli attentati del luglio 2005»

Erica Orsini

da Londra

La gente immobile, di fronte alle vetrine del centro con in bella vista i saldi di fine stagione, all’ingresso delle stazioni della metropolitana, nei grandi parchi cittadini, dove di solito si corre con una bottiglia d’acqua in una mano e la musica nell’auricolare per isolarsi dal traffico. Tutta Londra si è fermata per due minuti ieri a mezzogiorno per ricordare in silenzio le vittime degli attacchi terroristici di un anno fa. Un anniversario vissuto in modo composto, così com’era stata la prima reazione del popolo britannico quel 7 luglio del 2005, quando quattro kamikaze si fecero saltare in tre stazioni della metropolitana e su un autobus uccidendo 52 persone.
Ieri il sindaco di Londra Ken Livingstone assieme al ministro della Cultura Tessa Jowell ha deposto una corona di fiori sui luoghi della tragedia alla stessa ora in cui questa si è consumata. La gente comune vi si è recata insieme a loro, spesso portando con sé solo un fiore, chi un girasole incartato, chi una rosa da deporre insieme alle altre. Nei giardini reali di Regent’s Park, un mosaico floreale rosso carminio ricorderà le vittime della strage, i cui nomi sono stati letti, uno per uno, nel tardo pomeriggio, durante una commemorazione ufficiale.
E mentre il capo della polizia Iain Blair ha richiamato l’attenzione sul pericolo di nuovi attacchi alla città, il primo ministro Tony Blair ha invitato la popolazione all’unità. «Questo è il momento di rimanere insieme - ha detto - e offrire solidarietà e cordoglio a chi ha sofferto tanto nella difesa dei valori condivisi».
Un dolore vissuto a testa alta, quello degli inglesi, che mai hanno voluto piegarsi alla logica dei terroristi. E il video diffuso il giorno prima da Al Jazeera con la terribile minaccia di uno degli attentatori, non ha raggiunto il suo scopo. La città ieri era quella di sempre:vivace, attiva e piena di gente. Mai sconfitta. Nello stesso giorno la capitale ha ospitato nell’Alexandra Palace il più grande festival europeo della cultura islamica.