Blair è soddisfatto ma stupito «Il governo non ha negoziato»

Messaggio conciliante del premier agli iraniani: «Speriamo di risolvere col dialogo i disaccordi che abbiamo»

da Londra

La liberazione è arrivata veramente inattesa. «Una vera sorpresa», l’hanno definita fonti diplomatiche intervistate ieri dalla Bbc. A quanto pare a Londra la decisione di rilasciare i 15 marinai inglesi bloccati a Teheran ha colto tutti alla sprovvista. Ormai rassegnati a tempi d’attesa che si preannunciavano lunghi, a Downing Street hanno accolto con un entusiasmo stupito la notizia arrivata nel primo pomeriggio di ieri. «Apprendiamo con piacere quello che il presidente iraniano ha detto sul rilascio del nostro personale – ha fatto sapere il governo inglese in una nota stampa – stiamo ora tentando di stabilire che cosa significhi per quanto riguarda le modalità e i tempi esatti della liberazione».
Qualche ora più tardi un sorridente Tony Blair si è detto sollevato per il lieto fine della vicenda. «Sono felice che i nostri marinai siano stati liberati - ha dichiarato il primo ministro - so che questo rilascio sarà un profondo sollievo non solo per loro ma anche per le loro famiglie che per tutto questo periodo hanno vissuto un’esperienza estremamente stressante». Il premier ha comunque sottolineato che nessuna nuova concessione è stata fatta da parte della Gran Bretagna nel corso delle ultime ore. «Con l’Iran abbiamo sempre mantenuto un approccio misurato - ha assicurato - controllato e fermo. Non abbiamo negoziato, ma neppure abbiamo ingaggiato uno scontro». Infine un messaggio rivolto alla popolazione iraniana. «Al popolo iraniano voglio dire: non abbiamo nulla contro di voi - ha concluso Blair -. Al contrario, rispettiamo il vostro Paese e la vostra civiltà millenaria, quella di una nazione con una storia di cui si deve andare fieri. Ci auguriamo di risolvere pacificamente i disaccordi che abbiamo con il vostro governo, attraverso un dialogo pacifico. Spero, ho sempre sperato, che anche in futuro agiremo nello stesso modo». Nelle ore che sono seguite le autorità inglesi si sono dedicate soprattutto alla gestione pratica del rilascio. Secondo le ultime notizie i marinai dovrebbero venir consegnati ai rappresentanti diplomatici britannici e poi i tempi del ritorno a casa dovrebbero venir decisi direttamente dal Foreign Office.
Ieri anche il segretario alla Difesa Des Browne ha espresso soddisfazione per l’epilogo di un caso che soltanto ieri sembrava quasi irrisolvibile, tanto le posizioni dei due governi erano lontane. «Sono felice di sentire questa notizia - ha detto Browne -: dev’essere un sollievo enorme per la nostra gente trattenuta in Iran. I nostri soldati si sono comportati con grande dignità in questi terribili giorni. È quindi di vitale importanza - ha aggiunto il segretario - che facciano ritorno a casa in piena sicurezza e il più rapidamente possibile. Questa è la nostra priorità ora».
Messaggi di soddisfazione sono giunti anche dai leader dei principali partiti d’opposizione che si riservano però nei prossimi giorni di discutere più approfonditamente alcuni dettagli di questa liberazione, inaspettata e misteriosa.