Blair: "Temo che Bush attacchi l'Iran"

I giornali inglesi (Times e Guardian) riportano le perplessità del premier britannico. Secondo fonti vicine a Downing Street, George Bush sarebbe infatti pronto ad attaccare, dopo l'Iraq, anche  la repubblica Islamica prima della fine del proprio mandato presidenziale, che scade nel gennaio 2009

Londra - La Gran Bretagna teme che, a dispetto delle continue smentite, l'amministrazione Usa finirà con l'attaccare l'Iran per stroncarne le velleità nucleari, e ciò prima della conclusione, fra meno di due anni, dell'ultimo mandato di George W. Bush alla Casa Bianca, in scadenza nel gennaio 2009. Lo scrive oggi il quotidiano londinese The Times, che cita fonti riservate del governo britannico, stando alle quali il presidente Usa intenderebbe "risolvere con mezzi militari la questione iraniana" perché, ha precisato una delle fonti, "non vuole lasciarla irrisolta sulle spalle del proprio successore".

Blair Ancora ieri, intervistato dalla radio del network pubblico Bbc, il premier Tony Blair aveva peraltro escluso l'esistenza di piani per un intervento militare contro la Repubblica Islamica, puntualizzando di "non essere a conoscenza" di alcuna iniziativa a Washington in vista di un'eventuale invasione. "Posso assicurare", aveva affermato Bair, "che l'Iran non è l'Iraq". Nel frattempo un altro giornale inglese, The Guardian, riferisce che sarebbero risultate prive di fondamento molte delle informazioni segrete sugli impianti nucleari iraniani, fornite dai servizi d'intelligence statunitensi agli ispettori dell'Aiea, l'Agenzia Internazionale dell'Onu per l'Energia Atomica, in un rapporto del cui direttore generale Mohammed El Baradei, divulgato ieri, si certifica l'inottemperanza di Teheran rispetto all'ultimatum impartitole dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per sospendere l'arricchimento dell'uranio; il termine affinchè la Repubblica Islamica adempisse è scaduto mercoledì, e la denuncia appare foriera di ulteriori sanzioni internazionali.

Il Guardian "Gran parte di quanto indicato dagli americani si è rivelato sbagliato", hanno riferito al Guardian anonime fonti diplomatiche accreditate presso il quartier generale dell'Aiea, a Vienna. "Ci hanno fornito un documento con una lista di siti", hanno proseguito le fonti: siti nei quali sarebbero stati nascosti arsenali proibiti. "Gli ispettori hanno effettuato alcune indagini, si sono recati in determinate installazioni militari, ma là non c'era alcuna traccia di attività nucleari vietate. Ormai gli ispettori non vanno più a controllare alla cieca, solo se le segnalazioni ricevute superano un test di credibilità", hanno concluso le fonti diplomatiche. Per lunedì a Londra è comunque in programma un nuovo vertice tra rappresentanti del cosiddetto 5+1, vale a dire dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Stati Uniti, Russia, la stessa Gran Bretagna, Francia e Cina) più la Germania, per mettere a punto i provvedimenti del caso contro Teheran e prepararne l'ennesimo deferimento al Consiglio.