Blair: «Il terrore va bandito»

La Spagna si offre per mediare, l’Onu è ottimista. Unica condizione: basta violenze

L’inaspettata vittoria di Hamas ha colto di sorpresa molti Paesi europei che invitano ora la nuova leadership palestinese a rinunciare alla violenza.
Unione europea. Per il ministro degli Esteri austriaco Ursula Plassnik, presidente di turno dell'Ue, «è positivo che il voto palestinese si sia svolto in modo pacifico, ma non vi può esser posto per chi propugna la violenza. L'Unione Europea coopererà solo con chi utilizza mezzi pacifici».
Gran Bretagna. Il premier britannico Tony Blair avverte: «Naturalmente riconosciamo la legittimità del mandato elettorale di Hamas, ma credo che sia importante per Hamas capire che si arriva a un punto nel quale si deve decidere tra il cammino della democrazia e quello della violenza».
Francia. Il primo ministro Dominique de Villepin si è detto preoccupato. «Ma lavoreremo con il governo palestinese chiunque esso sia se ci sarà rinuncia alla violenza, riconoscimento dello Stato d'Israele e il riconoscimento degli accordi internazionali».
Germania. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha chiesto oggi a Hamas di rinunciare alla violenza e di riconoscere il diritto all'esistenza di Israele in vista della sua partecipazione al governo. «Le forze che partecipano al governo devono rinunciare alla violenza».
Spagna. «Grazie alle buone relazioni di cui godiamo nella regione proveremo a sostenere il processo di pace», ha affermato il vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega.
Onu. Kofi Annan è ottimista: «Chi desidera partecipare al processo democratico deve rinunciare alle armi. E sono sicuro che Hamas stia pensando a questo».