Blardone, gigante di Beaver Creek

Bode Miller esce e dà via libera all’azzurro. Male le ragazze nella discesa di Lake Louise

Maria Rosa Quario

Con rabbia, con volontà, con classe. Così Max Blardone regala all’Italia la prima vittoria della stagione nel tiratissimo gigante di Beaver Creek, lotta sul filo dei centesimi nella prima e nella seconda manche, 4 sono quelli che lasciano Aksel Lund Svindal al secondo posto, 7 quelli che separano il terzo, Ted Ligety, dall’azzurro. Un grazie di cuore va inoltrato al Signore, Max lo ha fatto segnandosi sul traguardo, ma soprattutto a Bode Miller, al comando a metà gara con 9/100 di vantaggio sull’azzurro e ancora primo a metà della manche finale, prima di commettere un erroraccio dei suoi che gli ha fatto perdere oltre un secondo e fatto scivolare al 12° posto finale.
Non poteva cominciare meglio la stagione di Blardone, che dopo l’annullamento della gara di Soelden ha dovuto aspettare un mese più del previsto per mostrare al mondo quanto era migliorato e maturato, tecnicamente e di testa, lui che in primavera aveva deciso di cambiare sci e scarponi, lui che in estate aveva lottato con Rocca per la leadership nel Super Team azzurro, lui che aveva visto salire sul podio prima Giorgio e poi anche Fill prima di potersi finalmente scatenare nella sua disciplina, il gigante. Giù il cappello dunque davanti alla scelta del direttore agonistico Flavio Roda di creare questa squadra di soli quattro atleti (il quarto è Simoncelli, ieri ottimo sesto) e di affidarla al migliore allenatore sulla piazza, quel Claudio Ravetto che dopo aver fatto crescere e diventare grande Rocca ora si è preso a cuore anche la sorte degli altri tre, con risultati veramente straordinari. Nel nuovo team regna la serenità che Ravetto sa infondere ai suoi, ma non manca la sana concorrenza, patti chiari e amicizia lunga, chi va forte sta in squadra, chi va piano lascia il posto a qualcun altro, non volano i coltelli come in Austria, ma non vige nemmeno più la regola che chi parte titolare a inizio stagione potrà stare tranquillo per il resto dell’inverno.
Vero, mancano i soldi, ma la determinazione messa in mostra dagli azzurri in questo inizio di stagione dimostra la voglia che tutti hanno di far vedere che meritano più attenzione, più sponsor, più rispetto. Blardone ha cominciato come meglio non poteva nella disciplina base dello sci, la classifica è di quelle che contano, fra i primi ci sono tutti i grandi, i primi 12 sono racchiusi in un secondo e 11 centesimi, ma Maier, Raich e Miller stanno in fila dal decimo al dodicesimo posto, basta un errore e sei spacciato. Un errore a dire il vero lo ha commesso anche Max, ma la sua cattiveria e la sua agilità gli hanno permesso di recuperarlo in un attimo.
Sette erano gli azzurri qualificati per la seconda manche, fra loro purtroppo non c’era Peter Fill, uscito davanti al traguardo mentre viaggiava con un tempo da primi cinque. Peccato per l’occasione sprecata, ma l’altoatesino ha dimostrato di poter essere competitivo anche in gigante. C’era invece Giorgio Rocca, nono a metà gara, 13° alla fine, suo miglior risultato in gigante negli ultimi sette anni e su una pista non certo adatta a lui. E c’era anche Alessandro Roberto, piemontese di 29 anni che durante l’estate si è allenato da solo a sue spese e si è guadagnato il posto in squadra grazie ai test autunnali: 15° alla fine, Blardone a parte era forse il più contento di tutti i nostri. E oggi slalom con Rocca: prima manche alle 17.45, seconda alle 20.30 su Eurosport e Raisat.