Blardone sfiora il colpaccio ma deve inchinarsi a Svindal

L’azzurro è secondo in gara e nella Coppa del mondo della specialità

Il sabato nero della coppia Raich-Schild è stato anche il sabato dell'ennesima occasione sfumata per Max Blardone, secondo nell'ultimo gigante della stagione e secondo pure nella classifica finale della specialità, con davvero poco da rimproverarsi per la gara di Lenzerheide, qualcosa in più forse per quelle dei mesi scorsi. «Sì, la coppa non l'ho certo persa qui, ma a dicembre, in Alta Badia e a Hinterstoder» ha detto Max dopo aver sbollito la rabbia che al traguardo lo ha portato a spezzare un bastoncino facendosi leva sul collo.
Secondo. Certo è meglio che terzo, il posto in cui è finito Benni Raich dopo una delle giornate più tristi della sua gloriosa carriera. Pronti, via e con il numero 1 l'austriaco strafavorito per coppa di gigante e coppa assoluta è partito un po' cauto, finendo poi fuori a un cambio di pendenza sottovalutato, stesso errore che lo mise fuori nel gigante dei mondiali.
Blardone aveva il due e al contrario del rivale ormai fuori gioco ha sciato con decisione, sbagliando solo qualcosa nelle ultime porte. Miglior tempo, avvicinato solo dal norvegese Svindal, secondo a 1/100 e quasi incredulo per il regalo ricevuto da Raich. Nella seconda manche, appassionante già prima della sfida decisiva, con le belle rimonte di Schieppati (9° alla fine nonostante i tendini dei due pollici rotti, Moelgg sarà 8°) e soprattutto di Bode Miller, alla fine terzo, Svindal ha compiuto un capolavoro, miscelando al meglio la voglia di attaccare con quella di non sbagliare.
Alla vista del primo posto provvisorio il norvegese, forse per la prima volta in tutta la stagione, si è lasciato andare a una gioia incontrollata, tornando in sé solo dopo la pur bella seconda manche di Blardone che ha perso per 21/100, riconoscendo la superiorità del rivale: «Svindal ha dimostrato di essere un campione e si è meritato la vittoria» ha detto molto sportivamente, con la promessa che in futuro ci proverà ancora, «anche se gli anni passano e le occasioni perse non tornano più indietro».
La stessa cosa deve aver pensato ieri Marlies Schild, che dopo le strepitose gare di superG e discesa (due podi per lei che velocista non è) sembrava aver già la coppa in tasca e che proprio nello slalom è stata tradita dalla tensione, sciando una prima manche così così (seconda alle spalle della Hosp) e sbagliando poi tutto nella seconda, con la rivale di gara e coppa che ne ha approfittato alla grande intascando 100 punti e tornando davanti in classifica. Oggi nel gigante la Schild ci proverà ancora, lo stesso farà in slalom il fidanzato Raich, che per sperare di recuperare i 97 punti da Svindal deve solo vincere sperando che Aksel non finisca nei primi 15.
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