Blardone vuole dare ragione agli americani

Paolo Marchi

nostro inviato a Sestriere

Tempo da dimenticare sui monti olimpici e, si spera, finalmente una classifica da ricordare per lo sci alpino azzurro, finora a tutta tristezza, in un gigante maschile che oggi vedrà l’Italia attaccare con tre punte: Massimiliano Blardone, Alberto Schieppati e Davide Simoncelli. Completa il quartetto Manfred Moelgg, unico al quale non si può chiedere altro se non di partecipare per via di una sospetta ernia che lo sta condizionando al punto che avrebbe lasciato il posto a Giorgio Rocca, solo se il valtellinese non fosse in crisi di risultati e di convinzione.
Nelle prime cinque gare zero medaglie, un unico atleta nei 5 (Rocca quinto in combinata), altri due nei 10 (nono Staudacher in discesa e decima Nadia Fanchini, sempre in libera), il resto della truppa disperso ma tutti lo stesso contenti a giudicare dai volti sorridenti visti in giro, come se fossero stati convocati per una gita premio. Gli organizzatori hanno invece allertato trecento spalatori perché stamane alle 5, quando ancora sarà buio, si presentino in pista per spalare la neve che fiocca copiosa. Si guarderà invece il cielo a San Sicario, dove il superG donne ieri è stato rinviato a mezzogiorno di oggi con il timore di doverlo ancora spostare a domani. In ogni modo, prima o poi vedremo supergiganteggiare Daniela Ceccarelli (oro olimpico nel 2002), Lucia Recchia (argento ai mondiali ’05), Elena e Nadia Fanchini.
Quanto alle tre punte del gigante maschile, c’è il timore arrivino scariche e la nevicata, che renderà meno duro ogni passaggio, non aiuta una squadra che il direttore agonistico Flavio Roda vuole dall’anno prossimo polivalente e non più solo splendida sul ripido molto ghiacciato, come in pratica accade in Alta Badia (primo in questa stagione Blardone davanti a Simoncelli) e a Kranjska Gora (2° Blardone), già meno ad Adelboden (dove comunque Blardone vinse nel 2005), località ai cui tormenti si sarebbero ispirati al Sestriere per plasmare il pendio di gara, una pista impegnativa, ricca di dossi in contropendenza che ha fatto dire al capitano azzurro una cosa importante: «Non è certo un pendio che facilita una nazione in particolare, facilita quelli bravi».
E tra i migliori c’è anche lui che per la bibbia di Sport Illustrated è secondo solo a Benny Raich, dato in gran forma da tutti al pari di un Maier galvanizzato dall’argento in superG, con Bode Miller furibondo per tutti gli errori commessi nelle due prove di velocità, ma molto reattivo fisicamente come dimostrato quando sabato è rimasto in piedi a cento all’ora. E come lui il connazionale Rahlves, favorito a picco nella libera, più un gruppetto di guastatori: Grandi e Palander, Nyberg e Simoncelli.
Blardone è il solo sciatore ad avere una hospitality tutta sua, Casa Max, dove al Sestriere si mangia e si beve ossolano. Tanti tifosi solo per lui che si dice contento della prova di superG, 29° a 2”83: «L’ho corso per respirare l’aria olimpica». E questo è positivo. Meno la seconda parte della frase, come ha riconosciuto lui stesso: «Sono tranquillo, in tutta sincerità non soffro una particolare tensione olimpica. Questo però non so se è un bene o meno. Chissà, probabilmente un po’ di tensione in corpo ci vorrebbe».
Il quartetto ieri è stato benedetto da Alberto Tomba che di ori giganti se ne intende avendone vinti due, nell’88 a Calgary e nel ’92 ad Albertville: «Cari ragazzi fate come a dicembre in Alta Badia: primi e secondi». E il bronzo mancia.