Da Blatter 20 milioni in 10 anni per dichiarare guerra alle «combine»

«È situata in Asia la rete criminale che minaccia l’integrità del calcio e l’attività dei bookmaker legali», ha affermato il segretario generale dell’Interpol Ronald Noble durante la presentazione dell’accordo con la Fifa per arginare il fenomeno delle combine sportive e delle scommesse clandestine. Il progetto, della durata di dieci anni, prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro, di cui 8 investiti nel 2011 e nel 2012, da parte della federazione mondiale. «È un problema esistenziale perché mina la credibilità del nostro sport e rischia di allontanare dagli stadi il grande pubblico. Dobbiamo fare quanto è in nostro potere per combattere la minaccia della malavita organizzata e cancellare il sospetto che ci siano partite truccate. In caso contrario non conterà più nulla quello che abbiamo costruito in tanti anni», la dichiarazione del presidente Josef Blatter. Ma 20 milioni non possono bastare per vincere una sfida dai contorni miliardari, ci vogliono investimenti molto più copiosi. E la Fifa non ha certamente problemi di liquidità.
Nel corso della cerimonia, svoltasi l’altro giorno a Zurigo, l’alto funzionario dell’Interpol ha approfondito l’argomento con quei dati terribili che hanno portato all’accordo con la Fifa. «In Malaysia, Cina, Singapore e Thailandia sono le centrali della criminalità che strumentalizza lo sport per piazzare scommesse milionarie a rischio uguale a zero. Lo abbiamo accertato nel corso delle indagini svolte l’anno scorso, durante il Mondiale in Sud Africa, che hanno portato all’arresto di 6mila persone e al sequestro di 26 milioni di dollari. Ma il giro d’affari di queste associazioni malavitose era di almeno 2 miliardi». E l’Europa? Le dimensioni del problema nel Vecchio Continente sono ragguardevoli, come ha precisato Friedhelm Althans, che guida gli inquirenti tedeschi della procura di Bochum: «Sospettiamo che 300 partite, giocate in 20 paesi diversi, possano essere state manipolate. Si tratta soprattutto di incontri di serie inferiori, ma nella lista figurano anche partite preliminari di Champions e Europa League e sfide fra nazionali di seconda forza. Stimiamo che le associazioni abbiano speso circa 1,7 milioni di euro per ammorbidire giocatori e arbitri». Secondo Chris Eaton, ex responsabile dell’Interpol, i truffatori avrebbero speso fino a 300mila dollari per combinare il risultato di una gara amichevole internazionale con svariate complicità, anche all’interno delle federazioni.
In Italia un movimento di questa portata sarebbe impossibile: al primo venticello contrario, scatterebbe l’allarme. Ma l’accordo fra Fifa e Interpol va apprezzato per due motivi: innanzi tutto perché accresce la credibilità del palinsesto e limita la possibilità di combine, in secondo luogo perché la difesa del sistema deve partire dalle istituzioni sportive.