BLEEAH Gli esperti: «Gesto anti-stress...». Una volta era da bacchettate

Bleee. Così la linguaccia nei fumetti. Ma, nella realtà, è peggio. Prendete, ad esempio, quel gran pezzo di donna-pesce di Federica Pellegrini: conquista l’oro a Shangai e, per prima cosa, che ti fa? Tira fuori mezzo metro di lingua e fa pure le corna. Ma perché? Quanto al gesto delle corna, un’idea ce la siamo fatta (per conferma, chiedere a Luca Marin...); ma come si giustifica la boccaccia? Sì, già ci sembra di sentirli giustificazionisti: «un gesto per scaricare la tensione...», «un modo per affermare il proprio super-io...», «un atto per dire al mondo “tiè!“...» e via elucubrando.
La verità è che quel bleee a favore di telecamera sa tanto di «alla faccia vostra!». Ed è proprio questo il punto: «alla faccia» di chi? Ma del mondo intero, ovviamente. Come se l’intero pianeta non avesse niente di meglio che «complottare» contro la bella Federica.
Idem per Alex Del Piero, il caposcuola del genere «visto come sono bravo? E allora beccatevi questa linguaccia!». Dopo ogni gol il capitano iuventino esegue il rito boccaccesco (nel senso buono) quasi per voler convincere i suoi detrattori che lui è sempre gagliardo come una quindicina di anni fa.
Ma guai a buttare la croce solo sui campioni dello sport. Le linguacce sono infatti una costante anche del mondo dello spettacolo, senza limiti spaziotemporali: si va dalla linguaccia stagionata di Antonella Clerici fino a quella acerba (si fa per dire) di Melissa Satta.
La Sdl (Sindrome da linguaccia) è una malattia trasversale che accomuna vamp e starlette. Arrivano i fotografi? Ed ecco che lei (stella di prima grandezza o letteronza, poco importa) saluta tirando fuori la lingua. La Sdl, fortunatamente, colpisce un po’ meno i vip di genere maschile, forse perché un uomo con la lingua da fuori sta proprio male. Non a caso - fin da piccoli - se la linguaccia la fa una bambina, si tende a giustificarla; mentre, se la linguaccia la fa un bambino, c’è sempre il rischio sganassone.
Ma che succede se poi - una volta diventato adulto svip (insomma, gente normale come tutti noi) - ti capita di fare una linguaccia all’antipatico di turno? Beh, in questo caso si rischia grosso. La Cassazione ha infatti confermato una condanna nei confronti di un 41enne marchigiano «reo di avere fatto linguacce ad un vicino di casa».
Secondo i giudici della Suprema «la boccaccia è atto idoneo ad incidere sul decoro e sull'onore della vittima». La difesa del signor Carlo (questo il nome dell’imputato accusato di linguaccia a bocca armata) aveva sostenuto che quel gesto era solo una «smorfia» e non aveva alcuna «valenza dispregiativa». Ma la V sezione penale – con la sentenza 48306 – gli ha dato torto e ha convalidato la decisione emessa - il 13 febbraio 2008 - dal giudice di pace alla luce della «testimonianza del diretto destinatario dell'offesa» e di una inoppugnabile foto che aveva immortalato il signor Carlo in «flagranza di sberleffo». Una smorfia costata al signor Carlo ben 1.300 euro di risarcimento danni.
Ricordiamocelo prima di fare bleee a qualcuno.