Blitz all’Ortomercato: 18 clandestini

De Corato: «Sedici vigili non bastano a gestire quest’area»

In via Cesare Lombroso sono stati particolarmente insistenti, ma alla fine l’hanno avuta vinta. Nei mesi scorsi, infatti, avevano chiesto espressamente e più volte al prefetto Gianvalerio Lombardi, un posto fisso delle Fiamme Gialle all’Ortomercato, accusato di essere un’area prestata agli illeciti più vari. Solo la Guardia di finanza ha il potere, infatti, di controllare, oltre a tutto il resto (assunzioni in nero di clandestini), che quanto dichiarato nelle bolle e la merce trasportata dagli oltre 300 camion che arrivano ogni giorno da ogni parte d’Italia e d’Europa su quest’area di oltre 400mila metri quadrati d’ampiezza e tre chilometri di perimetro combacino. «Il posto fisso non ce lo possono dare, ma questi controlli a campione della Guardia di finanza sono il solo mezzo che può togliere a questo posto la fama di buco nero del mondo» assicura con grande soddisfazione Roberto Predolin, presidente di So.ge.mi (Società per l’impianto e l’esercizio dei mercati annonari all’ingrosso).
Così, dopo il blitz di giovedì scorso, ieri all’alba un centinaio di militari della Guardia di finanza del gruppo «Pronto Impiego» di Milano hanno ricominciato alle 4 una serie di controlli all’Ortomercato di via Cesare Lombroso per accertare l’esistenza e l’utilizzo di personale in nero o non in regola da parte di alcuni datori di lavoro. La settimana scorsa erano state controllate in totale 200 persone, con la scoperta di quattro lavoratori in nero e la denuncia dei loro datori di lavoro. Ieri l’operazione dei baschi verdi si è svolta su altri 200 soggetti e, dai primi esiti sui circa 60 individui «sospetti» portati al comando della Guardia di finanza, sarebbero 18 gli extracomunitari clandestini finiti in stato di fermo per la violazione della legge sull’immigrazione. «Solo tra qualche giorno, dopo un serie di controlli incrociati, avremo però cifre e termini di paragone realistici per definire il fenomeno» ci tengono a sottolineare i baschi verdi.
Inutile sottolineare che l’operazione ha sollevato il plauso generale. Seppure contestata da qualcuno (Antonio Lareno, della segreteria della Camera del Lavoro milanese) perché avvenuta «(...) in concomitanza con il prossimo arrivo in città dei delegati Expo e forzosamente inserita nel cosiddetto patto “Milano sicura”» si tratta indubbiamente di un traguardo: l’area dell’Ortomercato, così criticata, in fondo ha dimostrato di presentare i problemi endemici di una qualsiasi realtà portuale o di mercati generali, vasta e spesso poco controllabile, come può accadere a Napoli o a Genova. Tuttavia 18 irregolari su duecento controllati non rappresentano certo un dramma.
«Assurdo pensare che un’area così vasta potesse essere controllata solo dai 16 vigili urbani dell’Annonaria. Che comunque hanno fatto finora del loro meglio - commenta il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato -. Bene dunque questo blitz notturno, per il quale ringraziamo il prefetto Lombardi. Ci auguriamo solo che non si tratti di un’operazione estemporanea, ma che preluda a una serie continuativa di interventi per ripristinare la legalità sotto il controllo delle forze dell’ordine, in modo da far sentire la voce dello Stato».