Blitz all’ospedale della morte, sequestrati tre reparti

Un terremoto annunciato che però ha fatto ugualmente grande scalpore. L'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia torna al centro dell'attenzione e anche stavolta a renderlo noto non sono certo belle notizie. Ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato tre reparti e l'impianto elettrico del nosocomio, nel contempo sono stati inviati 33 avvisi di garanzia a medici e dirigenti ritenuti responsabili di una situazione assolutamente imbarazzante. La struttura è inadeguata, si dice da tempo. Da quando, nel gennaio 2007, la sedicenne Federica Monteleone morì per un banale intervento di appendicectomia. Colpa di un black-out che fece scoppiare il caso. Significative le dichiarazioni della mamma di Federica Monteleone, raggiunta al telefono: «Ovviamente la cosa non mi sorprende anche perché la fatiscenza di questo ospedale, cosa che io ribadisco da 21 mesi, è sotto gli occhi di tutti, sia dei dipendenti che degli utenti. Il blitz di oggi sta a significare che il martirio di Federica non è stato inutile e nemmeno le mie lotte». Nelle 30 pagine dell’atto di sequestro si parla di pericolo di infezioni; di stanze senza finestre e senza prese d’aria, di ambienti con umidità e muffe. Sono state trovate anche delle lastre di eternit nella centrale termica dell’ospedale e sono state riscontrate perdite delle condutture idriche. Molte porte delle stanze dei reparti non consentono il passaggio delle barelle. Ci sono poi anche attrezzature mediche e il registro delle sostanze stupefacenti non a norma. Tra le numerose violazioni i carabinieri hanno riscontrato anche l’illecito stoccaggio di rifiuti speciali. L’impianto elettrico, anch’esso sequestrato, non è a norma ed è privo della presa a terra. Come ha spiegato il Procuratore capo di Vibo Valentia, il sequestro preventivo dei reparti del nosocomio è frutto di «un lavoro che va avanti da tempo e che ha evidenziato gravissime disfunzioni della struttura». Nove persone sono tuttora indagate, la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo. Nel dicembre dello stesso anno un altro terribile ed inspiegabile decesso, quello di Eva Ruscio, morta durate un intervento di tracheotomia d'urgenza dopo essere stata ricoverata per un ascesso alle tonsille. Da qui partirono le indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale, del Nas di Catanzaro, e del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria. Ma insieme ai sequestri sono scattati anche gli avvisi di garanzia a 33 persone indagate per reati che vanno dall'abuso d'ufficio al mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza ospedaliera. I problemi allo Jazzolino ci sono e ci sono sempre stati, se è vero che anche nel settembre scorso ci fu un black-out che per fortuna non provocò vittime ma che risvegliò il ricordo della morte di Federica.