Blitz antiabusivismo dei vigili a Trastevere

Claudia Passa

Per attirare clienti ogni mezzo è utile, specie con l’arrivo della bella stagione. Ma non è detto che sia lecito. Per questo ieri i vigili urbani del I gruppo si sono catapultati a Trastevere, sul lato sinistro del Rione, muniti di ordinanza di sequestro emessa dalla Procura di Roma. Nel mirino degli uomini del comandante Angelo Giuliani, sei strutture realizzate da altrettanti ristoranti ed osterie a copertura dei tavolini all’aperto. Gazebo e tettoie fuori norma, secondo i pm di piazzale Clodio. «Un provvedimento eccessivo», lamentano i ristoratori, annunciando ricorsi.
Originariamente erano sette le ordinanze di sequestro, sollecitate dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco ed emesse dal gip Emanuele Cersosimo. «Ma uno degli esercenti – spiegano alla municipale – qualche giorno fa ha provveduto spontaneamente a smontare il manufatto». Ergo, niente sigilli all’esterno dei locali. Sorte diversa è toccata invece a sei celebri ristoranti del Rione: dal «Rugantino» di largo San Giovanni De Mata all’«Osteria Pucci» di piazza Mastai, dal «Ponentino» di piazza del Drago a «La Scala» di piazza della Scala, da «Bruno» alla «Sora Cencia», entrambi su via della Lungaretta. Nonostante avessero le concessioni per le occupazioni di suolo pubblico, attorno ai tavoli e agli arredi autorizzati erano spuntate coperture qualificate dagli inquirenti come violazioni alla normativa urbanistico-edilizia, che ha carattere penale (in particolare viene evocato il dpr 380 del 2001).
L’operazione di ieri mattina fa il paio con altri sequestri eseguiti qualche settimana fa nel quadrante attorno a corso Vittorio, «a seguito dei quali – spiega Giuliani – i proprietari dei locali avevano provveduto a smantellare le strutture abusive ripristinando la regolarità». Giuliani non esita a definire tutto ciò «un segnale importante nei confronti di tutti coloro che non si attengono alle regole. Esistono dei dispositivi che vanno osservati – incalza il comandante del I gruppo – e i manufatti che sequestriamo impattano violentemente con il decoro della città».
Non si sono fatte attendere le reazioni dei ristoratori interessati dai provvedimenti di sequestro. L’amministratore del ristorante «La Scala» ha affermato di essere in regola, e di detenere «un titolo rilasciato dal I municipio» relativamente al manufatto che si trova fuori dal suo locale. Luigi Pucci, dell’omonima osteria di piazza Mastai, ha annunciato un immediato «ricorso per il dissequestro». Al «Rugantino» e al «Ponentino» non trattengono la rabbia: «Così si toglie lavoro alle persone, e si preclude la possibilità di poter offrire un menu a un prezzo accessibile. Al Comune chiedo: cosa vogliamo fare di Trastevere?». Da «Bruno» parlano di «una misura eccessiva, fuori logica. Ci sono casi di strade prestigiose in cui sono sorte vere e proprie costruzioni – affermano -; noi abbiamo fatto dei miglioramenti. Valuteremo col nostro legale come tutelarci nelle sedi opportune». Qualche metro più in là, dalla «Sora Cencia» lamentano: «Ora ci sarà chi perderà il lavoro. Non è giusto, perché noi il suolo pubblico lo paghiamo, e le strutture vengono realizzate per riguardo ai clienti. Credo che faremo ricorso, e non saremo i soli». In alternativa, agli esercenti resta una possibilità: chiedere il dissequestro all’autorità giudiziaria, ai fini del ripristino dello stato dei luoghi. Ovvero, dell’eliminazione dell’abuso.