Blitz anticlandestini: 400 arresti, 150 espulsioni

Vasta operazione della polizia contro l’immigrazione clandestina: arreste in 9 regioni diverse centinaia di persone ed eseguite decine di espulsioni. Da lunedì in Italia una task force di poliziotti romeni. La Russa propone: dividere gli accampamenti rom in microunità

Roma - Sono 383 le persone arrestate, di cui 268 di origine straniera, e 118 i provvedimenti di espulsione (con 53 accompagnamenti alla frontiera e 65 in centri di permanenza temporanea), eseguiti nel corso dell’operazione anticrimine della polizia in nove Regioni e quindici province. I dati sono stati diffusi al Viminale. All'incontro hanno partecipato il direttore della direzione anticrimine della polizia, Francesco Gratteri e il direttore del servizio centrale operativo, Gilberto Caldarozzi. Si tratta di una operazione già programmata e "ha riguardato persone che si erano dedicate ad attività illecite. Non è indirizzata verso una categoria di persone" ha detto il direttore della Dac, Gratteri. L’obiettivo che ha dato vita a questa operazione è quello di contrastare una vasta gamma di attività illegali come il traffico e lo spaccio di droga, lo sfruttamento della prostituzione e le rapine in abitazione. Dei 383 arresti, 50 riguardano cittadini di origine marocchina, 32 cittadini romeni, 25 tunisini per citare quelli più di maggior rilievo. Per la maggior parte si tratta di persone "pregiudicate e già note" alle forze di polizia.

Controlli nei campi rom a Roma Blitz della polizia municipale nel campo nomadi di via Salone 323, al Collatino, che puo ospitare 630 persone. Una cinquantina di nomadi, sprovvisti di documenti di identità e privi dell’autorizzazione a risiedere nel campo, sono stati fermati e accompagnati in questura. Si tratta di una trentina di romeni e di una ventina tra serbi e khorakanè. Ai controlli - svoltisi senza incidenti e coordinati dai vigili dell’VIII gruppo, coordinati da Antonio Di Maggio - hanno preso parte un’ottantina di vigili dei vari gruppi, del nucleo di sicurezza urbana di Latina, oltre a personale della protezione civile di Guidonia. Sono in tutto una cinquantina le persone identificate dalla polizia municipale nel corso di un blitz compiuto nel campo nomadi di via di Salone a Roma. Si tratta di nomadi di origine bosniaca, serba e romena. Il blitz è scattato nella notte ed ha visto la partecipazione di 70 uomini tra agenti della polizia municipale, e operatori della protezione civile. Dieci nomadi trovati senza permesso di soggiorno sono stati accompagnati al centro di accoglienza per essere espulsi. Nel corso dei controlli gli agenti hanno sequestrato anche alcune autovetture sprovviste di documentazione.

Arriva un task force di poliziotti romeni E dopo il blitz di oggi, saranno intensificate le operazioni di contrasto. Infati è previsto per lunedì prossimo l’arrivo in Italia di una nuova task force di 15 poliziotti romeni, destinati ad operare sia presso la Direzione anticrimine della Polizia, in alcune Squadre Mobili ed anche in prossimità di punti nevralgici ben definiti come aeroporti e stazioni ferroviarie. Gli investigatori inviati dal governo di Bucarest avranno il compito di collaborare con i colleghi italiani. Potranno così fornire un contributo prezioso in diversi settori investigativi, dall’individuazione dei documenti falsi alle traduzioni linguistiche, fino agli accertamenti sull’identità e la statura criminale dei soggetti fermati. La collaborazione italo-romena in materia di prevenzione e repressione del crimine fa registrare la presenza stabile a Bucarest di due ufficiali di collegamento italiani. I funzionari di Polizia, tra cui Paolo Sartori, costituiscono un punto di riferimento per le attività investigative anticrimine ed operano con attività di consulenza sulla base dell’esperienza acquisita nella prevenzione e nel contrasto della criminalità. In tema di cooperazione bilaterale per la sicurezza, da ricordare l’incontro di questo pomeriggio al Viminale tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il ministro dell’interno romeno Cristian David. E il Capo della Polizia romena, Popa, prenderà parte in questi giorni agli eventi programmati a Roma in occasione della celebrazione del 156° anniversario della Polizia.

Ue: "Ok a commissario per i rom" La Commissione europea "non vede come" la nomina di un commissario per i rom a Roma e Milano possa violare le norme comunitarie. È questo il primo giudizio espresso dal portavoce Pietro Petrucci: "Non vedo in che modo la nomina da parte delle autorità locali di un commissario per i Rom possa violare le leggi Ue. Se questo sarà il caso, la Commissione europea avrà qualcosa da dire al riguardo ma per il momento non vedo come", ha dichiarato alla stampa Petrucci. Tuttavia il portavoce ha sottolineato che Bruxelles attende ancora di "vedere come saranno definite e finalizzate" le competenze dei nuovi commissari. Inoltre ha ricordato che le espulsioni devono essere eseguite "sempre caso per caso" e ha comunque lanciato un segnale di fiducia sulla capacità delle autorità italiane di gestire la situazione. "Pensiamo - ha detto Petrucci - che l’Italia sia in grado di gestire l’emergenza attuale nel pieno rispetto della legislazione Ue".

Nuclei sostenibili per città "Non è un obbligo accettare il modello di vita dei rom". Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, avanzxa l'ipotesi di "dividere" i campi rom in piccoli nuclei di 10, 20 persone. "Così sarebbero sostenibili", spiega. Sul piano sicurezza, l'esponente del Pdl ha, comunque, anticipato l'esistenza di un disegno di legge che prevede mega-pattugliamenti misti nelle grandi città con funzioni soprattutto di deterrenza e per "far vedere" la presenza dello Stato. Il titolare della Difesa ha parlato di "un pattugliamento terrestre, cui l’esercito può contribuire, magari utilizzando personale in esubero, ma affidato essenzialmente a carabinieri, vigili urbani e polizia". Un pattugliamento che partirebbe "dalle aree metropolitane" dove, ha esemplificato il ministro, dalle 18 alle 2 di notte potrebbero essere impiegate un centinaio di squadre composte da cinque persone ciascuna. "Cinquecento persone - ha affermato - che con la loro divisa fanno opera di deterrenza, prevenzione, fanno vedere che c’è lo Stato".