Blitz azzera prostituzione cinese

da La Spezia

Da tempo anche questa era una certezza. Che la mafia cinese, con le sue organizzazioni parallele mettesse le mani sullo sfruttamento della prostituzione era un pronostico certo, matematico. Infatti, dopo alcune operazioni mirate negli scorsi mesi, ecco il blitz dei carabinieri della Spezia che hanno arrestato otto persone, e altre sette sono state denunciate (sono chiaramente tutte di etnia cinese) nel corso di un’operazione antiprostituzione denominata «Porta proibita» che ha avuto sviluppi anche a Genova. I militari hanno scoperto una rete di ben nove case di appuntamento gestite dalla banda. Alla Spezia tra via Ricciardi, via Carducci e via Fantoni, un paio a Genova (via Montenero e via Fanti), a Prato (via Zarini e via Guevara), ed uno a testa tra Montecatini Terme (via Pistoiese) e Firenze (viale Guidoni).
Le indagini erano partite lo scorso giugno, dopo la denuncia di una cinese di 28 anni che sosteneva di avere subito violenza. Da quel punto si è scoperto un vasto giro di prostituzione che coinvolgeva parecchie ragazze provenienti da varie parti della Cina, tutte immigrate irregolari, in Italia da pochissimo tempo, costrette a «lavorare» contro la loro volontà e con turni massacranti.
Le ragazze venivano sostituite ogni due settimane. Per alcuni periodi venivano anche fatte ruotare tra le varie «sedi» dell’organizzazione. Il giro fruttava anche bene, infatti il sesso a pagamento, con prestazioni da un minimo di 100 euro andavano a salire (i prezzi dipendevano dalle prestazioni fornite), era a tutto guadagno dell’organizzazione visto che gli sfruttatori che tenevano per loro sino all’80 per cento del ricavato, costringendo le ragazze ad una vita da recluse. Basti pensare che durante le fasi dell’arresto alla Spezia i carabinieri hanno sequestrato ben 10.000 euro in contanti, tutti frutto della prostituzione.