Blitz a Bagdad, sequestrati cinque inglesi

Clamoroso blitz a Bagdad di poliziotti rinnegati, che hanno sequestrato cinque inglesi all’interno del ministero delle Finanze. Gli ostaggi sono un esperto amministrativo, consigliere del ministro, e le sue quattro guardie del corpo. I rapitori, che si sono presentati in divisa da commandos del ministero degli Interni, farebbero parte delle milizie del Mahdi, il gruppo armato di Moqtada al Sadr.
Ieri mattina una quarantina di macchine della polizia hanno sigillato le strade attorno alla sede del ministero delle Finanze, dove si trova il centro elettronico di calcolo. Dalle vetture sono scesi uomini armati con le divise dei commandos, unità speciali di polizia, spesso infiltrate dagli estremisti sciiti del Mahdi. Un drappello di sequestratori è piombato, a colpo sicuro, nella sala riunioni dove si trovavano gli occidentali, che lavorano come consiglieri per il ministero iracheno. Il capo del commando ha urlato: «Dove sono gli stranieri?». Sembra che almeno un consigliere occidentale sia riuscito a dileguarsi, mentre un esperto di finanze inglese è stato subito individuato e preso in ostaggio. Le sue guardie del corpo non sono riuscite a reagire e hanno fatto la stessa fine. Le prime notizie parlavano di cittadini tedeschi sequestrati, ma nel pomeriggio si è saputo dal Foreign office che gli ostaggi sono cinque e tutti inglesi. Le quattro guardie del corpo, pur essendo ex militari britannici, lavoravano per la società privata di sicurezza canadese Garda World. A Londra si è subito riunita la cellula di crisi, nome in codice Cobra, che gestisce i casi di terrorismo, compresi i rapimenti in zone calde come l’Irak.
Per la prima volta vengono sequestrati degli stranieri in una sede ministeriale. L’aspetto più inquietante è che la via Palestine, dove è avvenuto il blitz, si trova all’interno di una zona sciita, nella parte orientale delle capitale, dove sarebbe impossibile un’infiltrazione così ampia da parte dei sunniti legati agli insorti o ad Al Qaida. Il ministero delle Finanze è in mano agli sciiti dello Sciri, uno dei partiti di governo, in lotta sotterranea con i seguaci di Sadr. Le brigate Badr, la costola armata dello Sciri, si sono ripetutamente scontrate con l’Esercito del Mahdi. Il sospetto è che il sequestro faccia parte di una faida interna al mondo sciita e nel contempo sia un segnale agli occidentali in genere o agli inglesi in particolare, che l’idea di cancellare dal caotico panorama politico iracheno Moqtada al Sadr è rischiosa. Non a caso il piccolo Khomeini iracheno è rientrato in patria ed è apparso in pubblico pochi giorni fa, dopo essere sparito per mesi temendo che gli americani o i suoi rivali vogliano farlo fuori. Inoltre gli inglesi sono di nuovo in rotta di collisione a Bassora, la seconda città del Paese, con gli estremisti del Mahdi, che non disdegnano far saltare in aria i blindati britannici con trappole esplosive sofisticate provenienti dall’Iran.
Oltre alla pista sciita, non si esclude che i rapitori siano poliziotti rinnegati che cercano un lauto riscatto, mentre è improbabile la pista dei ribelli sunniti e di al Qaida.