Blitz al cda della Rai trasferito Saccà Il manager: ricorrerò

I consiglieri in quota Pd approfittano dell’assenza di Malgieri (An) e spostano il dirigente al commerciale

Roma - La telenovela «made in Rai» sui destini di Agostino Saccà, il manager indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Napoli, si avvicina all’epilogo, ma non mancheranno altri colpi di scena.

Dopo due tentativi andati a vuoto per mancanza del numero legale, ieri il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini è riuscito a rimuovere il dirigente trasferendolo da RaiFiction alla direzione commerciale. L’assenza del consigliere in quota An Gennaro Malgieri, del quale la Giunta delle elezioni della Camera ha stabilito l’incompatibilità visto il suo ruolo di deputato, e la partecipazione alla votazione del collega Marco Staderini hanno consentito ai 4 amministratori di centrosinistra (il presidente Petruccioli, Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni) di «defenestrare» Saccà. Il posto di quest’ultimo sarà preso da Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. A favore della nomina si sono espressi anche due consiglieri di centrodestra (Urbani e Staderini). Bianchi Clerici si è astenuta e il rappresentante del Tesoro, Petroni, ha votato contro.

L’ex direttore di RaiFiction, però, non è rimasto a guardare. «Quello che ha fatto il consiglio di amministrazione della Rai è illegittimo, è il proseguimento del provvedimento disciplinare che si era concluso con la bocciatura del mio licenziamento ed è una violazione delle leggi. Se i miei avvocati sono d’accordo farò ricorso», ha dichiarato.
Il risentimento, però, non ha offuscato la gratitudine nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Entrambi, infatti, sono sottoposti al severo scrutinio dei propri atti da parte dei magistrati. «Mi sono sempre sentito sostenuto dal centrodestra - ha aggiunto Saccà - e da Berlusconi: mi ha mandato una sua foto con una dedica, “Ad Agostino, il più bravo di tutti”». Saccà ha inoltre precisato che «Berlusconi non si è arrabbiato se non prendevo le persone (segnalate, ndr) perché per lui quello che conta è la bravura». Stima ricambiata dal premier. «Non entro mai nelle cose degli altri, la Rai ha una sua entità e autonomia e non posso dare giudizi. Posso dire però che Saccà è un ottimo professionista e per la Rai ha ottenuto risultati positivi», ha dichiarato.
Il centrosinistra ha comunque tirato un sospiro di sollievo. «La Rai non è più ostaggio di una singola persona, e la conclusione di questo incredibile braccio di ferro le restituisce serenità e maggiore credibilità», ha detto il responsabile comunicazione del Pd, Paolo Gentiloni.

Ma nel Cda il clima non è migliorato. «La decisione è illegittima», ha asserito Angelo Maria Petroni, sostenendo che ai consiglieri non è mai pervenuto il parere della direzione Affari legali sul caso. Secondo Petroni, la rimozione, oltre a rappresentare un «depauperamento», rischia di determinare negative conseguenze dal punto di vista giudiziario e patrimoniale considerato che Saccà è stato assegnato a un incarico meno prestigioso del precedente.