«Un blitz che sa di rapimento ma è per proteggere i bambini»

Ciro Cascone, pm del Tribunale dei minori di Milano, ha letto la notizia del bambino di Falconara? La mamma parla di un rapimento di Stato.
«Sì ma non ho notizie di prima mano. So che è stato allontanato dalla famiglia».
Ma può un assessore prendere un provvedimento così doloroso per un ragazzino?
«Certo, lo prevede il codice civile. Il sindaco, i servizi sociali, i vigili, anche la polizia o i carabinieri possono intervenire in casi gravi».
Quali sono?
«Devono essere situazioni molto pesanti: o si tratta di abusi sessuali oppure di maltrattamenti psicologici o materiali».
Botte insomma?
«Anche, certo. Ma ci sono casi in cui i genitori vivono in situazioni di particolare indigenza. E le istituzioni hanno il dovere di intervenire».
Ma anche prelevare un bambino dalla scuola è una cosa grave. Per il trauma che può subire.
«Se è stato fatto significa che il rischio che correva in famiglia era molto più dannoso per lui».
Ma perché si procede con questi blitz?
«Solitamente si effettua il prelievo del minore quando si trova in un ambiente protetto».
Ma questa procedura sembra un rapimento.
«È per la tutela del minore. Non si può rischiare di aspettare più del necessario».
E ora cosa succede?
«Il tribunale dei minori deciderà, entro un breve lasso di tempo, se sussistono i motivi di allontanamento. Non passano mai più di tre o quattro giorni prima della sentenza».
E se i servizi sociali avessero preso un abbaglio?
«Per paura di sbagliare non si può evitare di procedere. In questo caso bisogna decidere in fretta e a volte purtroppo si sbaglia».
Lei ha mai preso un abbaglio in un caso di allontanamento?
«Il tribunale dei minori di solito procede quando la situazione è già chiarita ben documentata. In questo caso, invece, chi vive sul territorio, conosce meglio di noi la situazione reale di un minore ed è giusto che si attivi come ritiene meglio. Ma soprattutto senza tentennare».
Ma ne avvengono molti di questi blitz?
«Raramente. In molti anni di attività ne avrò seguiti non più di una decina. Sono interventi che si fanno quando si è costretti. Di solito la messa in sicurezza avviene nei casi estremi. Ma quando sussiste un’emergenza, non si può aspettare».
Meglio sbagliare che essere scrupolosi?
«Se un carabiniere arresta una persona innocente non per questo smette di fare il proprio dovere. Siamo umani e a volte capita di prendere un abbaglio. Ma spesso ci vediamo giusto».