Blitz al consorzio di bonifica: pc rubati e Eco Museo distrutto

È il settimo raid in pochi mesi I dipendenti: «Viviamo nella paura. Di notte occorre un servizio di vigilanza»

Cancelli sfondati, sistema d’allarme disattivato, computer e strumenti di lavoro scomparsi, museo devastato. Insomma, ovunque il caos. Amara sorpresa, ieri mattina, per i dipendenti del Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano della sede di Ostia Antica dove una banda di malviventi ha fatto irruzione e rubato materiale per decine di migliaia di euro. Il settimo colpo messo a segno in pochi mesi nella sede centrale del consorzio istituito a salvaguardia delle aree a ridosso di Ostia strappate alle paludi e alla malaria. Danni ingenti soprattutto sul fronte della banca dati, in parte perduta. «Eseguiamo un back-up generale regolarmente - spiegano i tecnici del consorzio pubblico - anche se ciò non avviene quotidianamente quindi non possiamo escludere che parte del nostro lavoro sia andato perduto». Come, ad esempio, l’elenco aggiornato dei contribuenti, i destinatari di quelle che sono state definite le «cartelle pazze», ovvero il contributo chiesto a parte della popolazione, su basi catastali troppo spesso poco aggiornate. E per le quali scoppiarono, tra il ’98 e il 2001, feroci polemiche. Sul caso indagano gli uomini del XIII commissariato. Fra gli elementi che non quadrano la messa fuori uso dell’impianto d’allarme. I malviventi, difatti, sarebbero penetrati all’interno della struttura passando attraverso l’Eco Museo, la mostra permanente dedicata alla storia della bonifica da parte dei ravennati, con numerose testimonianze, anche audiovisive, del lavoro dei braccianti romagnoli. Dall’Ecomuseo, poi, avrebbero disattivato la sirena e l’allarme collegato con polizia e carabinieri. Come? Neutralizzando le fotocellule che, spiegano gli esperti, dovrebbero funzionare anche in assenza di alimentazione visto che sono dotate di batterie-tampone. Tant’è. Da qui, secondo una prima ricostruzione, sarebbero entrati nel cuore dell’archivio, ovvero nei vari uffici (dall’economato al catasto), e prelevato alcuni pc acquistati recentemente. Infine, passando per l’officina, si sono impossessati di chiavi inglesi e altri utensili usati per la manutenzione dei macchinari di sollevamento delle acque (pompe idrovore). «Quando siamo di turno di notte - dicono alcuni dipendenti - ci tocca respingere gli assalti dei gruppi di polacchi e romeni che cercano di entrare. Siamo stufi di vivere in questo clima, è arrivato il momento di proteggerci almeno con una pattuglia di vigilanti».