Blitz dei carabinieri in Bosnia: stretta sui figli di Karadzic

I militari dell'Arma impegnati in un blitz Nato alla ricerca del criminale di guerra incriminato nel 1995 per l'assedio di Sarajevo e il massacro di 8mila musulmani a Srebrenica durante la guerra in Bosnia del 1992-1995

Pale - Un'unità specializzata dei carabinieri ha circondato e fatto irruzione nelle case del figlio e della figlia di Radovan Karadzic, ricercato dal Tribunale penale internazionale dell'Aja per crimini di guerra. Il blitz è scattato dopo che la Nato aveva ricevuto informazioni di intelligence secondo cui Sonja e Sasa sono coinvolti in una rete che protegge la latitanza di Karadzic. I due sono stati interrogati e le loro abitazioni perquisite. Un portavoce dell'Alleanza atlantica, Derek Chappell, ha spiegato che la porta della casa in cui Sonja Karadzic vive con il marito e due figli è stata forzata perché nessuno apriva ma dopo non è stata opposta alcuna resistenza. Il blitz, avvenuto alle 3 del mattino a Pale, 15 chilometri a est di Sarajevo, non è il primo che ha per obiettivo i figli di Karadzic. Sasa era già stato fermato per essere interrogato in passato. I carabinieri sono impegnati in Bosnia nell'ambito della Ipu (Integrated police unit, già Msu, costituita nel 1998) che opera in tutto il Paese alle dipendenze del comandante dell'Eufor, la forza di stabilizzazione europea che ha preso il posto di Sfor. Nel reggimento Ipu, oltre a 300 carabinieri, operano unità romene, austriache, ungheresi e turche. Karadzic era stato incriminato nel 1995 per l'assedio di Sarajevo e il massacro di 8mila musulmani a Srebrenica durante la guerra in Bosnia del 1992-1995. Da allora la sua presenza è stata segnalata in Serbia, Montenegro e Bosnia ma tutti gli sforzi e i blitz sferrati per catturarlo si sono dimostrati vani.