Blitz dei soldati Usa e iracheni Ucciso il numero 2 di Al Qaida

Abu Azzam, vice di Zarqawi, eliminato dopo uno scontro a fuoco. Ma l’organizzazione di Bin Laden smentisce

Fausto Biloslavo

Il numero due di Al Qaida in Irak, l’emiro Abu Azzam, è stato ucciso in un blitz antiterrorismo a Bagdad, secondo il governo iracheno e il comando americano. La rete del terrore, però, smentisce che si tratti del braccio destro di Abu Musab Al Zarqawi, il tagliagole a capo di Al Qaida in Irak. Pure il sito Debkafile, vicino ai servizi segreti israeliani, pone dei dubbi sull’eliminazione eccellente.
Il blitz sarebbe avvenuto domenica scorsa, quando reparti speciali americani e iracheni hanno circondato una palazzina in un quartiere residenziale nella zona sud-ovest di Bagdad. Un covo insospettabile per Abu Azzam, nome di battaglia utilizzato da Abdullah Najim Abdullah Mohammed Al Juwari, un iracheno di origine palestinese che ha seminato morte e terrore in mezzo Irak. Secondo Muwaffaq Rubaie, consigliere della sicurezza nazionale irachena, Abu Azzam «era il numero uno di Al Qaida a Bagdad e il braccio destro di Al Zarqawi in Irak».
I corpi speciali sono giunti al covo grazie a una soffiata di un iracheno, evidentemente allettato dalla ricompensa di 50mila dollari promessa dagli americani per qualsiasi informazione utile alla cattura di una trentina di superlatitanti, fra cui Abu Azzam. Una volta circondato, il terrorista, che si trovava in compagnia di almeno un altro seguace di Al Qaida, anziché arrendersi ha cominciato a sparare. Gli americani avrebbero voluto prenderlo vivo, per poterlo interrogare, ma il blitz è degenerato in una sparatoria e Abu Azzam è stato ucciso. L’altro terrorista, invece, è stato ferito e catturato.
Ieri, dopo l’annuncio del governo iracheno, la Tv di stato Al Iraqia ha mandato in onda le immagini, contenute su un cd sequestrato nel covo, in cui si vede il presunto braccio destro di Al Zarqawi con altri terroristi.
La conferma dell’uccisione di Abu Azzam è arrivata anche dal comando americano attraverso il portavoce, il tenente colonnello Steve Boylan, il quale ha rivelato come il terrorista sia stato pedinato per un certo periodo prima dell’intervento».
Abu Azzam era conosciuto come il principe di Al Anbar, la provincia occidentale dell’Irak, al confine della Siria, infestata dai terroristi di Al Qaida. Il “principe” ha organizzato il flusso dei volontari stranieri della guerra santa, su ordine di Al Zarqawi. Inoltre ricopriva un ruolo chiave nella gestione dei finanziamenti provenienti dall’estero. «Dalla primavera di quest’anno ha assunto il grado di Emiro di Bagdad, dove ha controllato e diretto le attività terroristiche in città e nei dintorni», si legge in un comunicato del comando americano. Secondo la sicurezza nazionale irachena, Abu Azzam sarebbe il mandante dell’ondata di attentati suicidi, soprattutto con autobomba, che hanno provocato la morte di 1.200 persone a Bagdad.
Ieri, dopo l’annuncio del governo iracheno, Al Qaida ha diramato un comunicato su internet in cui smentisce seccamente che Abu Azzam fosse il braccio destro di Al Zarqawi e mette in dubbio la sua morte. I terroristi ammettono solo che «il guerriero santo Abu Azzam al Iraqi è uno dei capi delle cellule operanti a Bagdad». Dall’altra parte della barricata, il sito Debkafile solleva dubbi, sostenendo addirittura che la cattura dell’emiro di Bagdad fu annunciata dagli americani il 19 marzo scorso e da quel giorno il pericoloso terrorista sarebbe in custodia Usa.