Blitz delle forze Usa: liberati i tre pacifisti

Un quarto prigioniero, un americano, era stato ucciso giorni fa dai rapitori. Ancora bombe e stragi e Bagdad: oltre 50 morti

Gian Micalessin

È stata un’altra terribile giornata di sangue irachena. Una giornata in cui autobomba e attentati hanno lasciato sul terreno almeno 56 cadaveri. Nella cronaca di quest’ecatombe quotidiana l’unica buona notizia è la liberazione dei tre pacifisti, due canadesi e un inglese, prigionieri dallo scorso novembre. La loro vicenda, nella buona e nella cattiva sorte, sembra la replica del dramma di Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino. Al pari dei tre ostaggi italiani, rapiti due anni fa, anche il 74enne inglese Norman Kember, il canadese 41enne James Loney e il suo connazionale 32enne Harmeet Singh Sooden sono stati ritrovati dalle forze speciali britanniche e statunitensi all’interno di una casa di campagna abbandonata dai rapitori. Come già successe a Maurizio, Salvatore e Umberto, neppure Norman, James e Harmeet potranno abbracciare il quarto compagno di sventura. Tom Fox, l’unico americano nel gruppetto di militanti pacifisti dei Christian Pacemaker Teams, ha subito la stessa sorte di Fabrizio Quattrocchi, è stato ucciso con un colpo alla testa prima di poter riassaporare la libertà.
Secondo il generale Rick Lynch, portavoce del comando americano, i tre erano tenuti legati nella stanza, trasformata in cella, di un edificio individuato grazie alle informazioni fornite da due uomini catturati poche ore prima. «Li abbiamo trovati legati nella stessa stanza, ma i rapitori sembravano aver abbandonato la zona», ha spiegato Lynch. Il generale ha aggiunto che grazie ai risultati di quest’operazione potrebbero venir ritrovati altri ostaggi. Lynch non ha però voluto dire se vi sia qualche speranza di arrivare in breve tempo anche alla liberazione di Jill Carroll, la giovane giornalista americana, collaboratrice del Christian Sciente Monitor, rapita il 7 gennaio scorso a Bagdad.
Il segretario agli Esteri britannico Jack Straw, dopo aver confermato la notizia del riuscito salvataggio, ha spiegato che le condizioni dei due canadesi hanno reso necessario il ricovero in un ospedale. L’inglese Kember - secondo Straw - sarebbe invece in condizioni «ragionevolmente buone».
Da Toronto Doug Pritchard, uno dei direttori dei Christian Peacemaker Team, ha ricordato che «la gioia di questa giornata è offuscata dalla mancanza di Tom Fox». I primi timori di un’uccisione dell’ostaggio americano circolarono il 28 febbraio quando Al Jazeera ricevette dal gruppo di sequestratori autobattezzatisi “Spada della rettitudine” un filmato dei rapiti in cui non compariva più Fox. Il dieci di marzo il suo cadavere venne ritrovato a lato di una massicciata della ferrovia in un quartiere della capitale.
Subito dopo la liberazione dei tre ostaggi, Bagdad è stata tormentata dalle autobomba e dagli attentati alle stazioni di polizia. Nell’episodio più grave un’autobomba, esplosa davanti all’entrata di un’unità antiterrorismo del ministero dell’Interno nel centralissimo quartiere di Kharrada, ha dilaniato 15 poliziotti e dieci funzionari civili. Una seconda autobomba è esplosa all’uscita di una moschea sciita in un quartiere sud occidentale della capitale uccidendo almeno sei persone e ferendone una ventina, tra cui molti bambini.