Blitz delle mamme A scuola con magi, Giuseppe e Maria

(...) E piccolo lo è davvero il presepe fai-da-te delle mamme, racconta la Natività su un davanzale defilato dei bagni. Accompagnato da un bigliettino gentile: «Care mamme stiamo preparando un presepe, chi volesse partecipare può portare qualcosa». Parole e statuine dall’effetto dirompente, neanche avessero occupato il salone principale. La dirigente è a casa malata, a informarla è la vice-direttrice che ha il compito di appendere due fogli: «Si avvisano i genitori che prima di apporre ogni tipo di cartello questo va sottoposto all’approvazione delle responsabili... Le iniziative a carattere personale di qualsivoglia natura (vedi presepe) vanno comunque concordate con il personale educativo... Anche se l’iniziativa è apprezzabile proprio nello spirito del rispetto delle minoranze che sono cardine del cristianesimo, ci vede nella posizione di non poter accettare come azione univoca e soprattutto non condivisa da tutta la comunità la costruzione del presepe». Insomma, non è piaciuto il metodo, ma il contenuto? «Siamo una scuola laica, dobbiamo rispettare tutti i credi - risponde la vicedirettrice - dipendiamo dal Comune, non possiamo decidere in proprio». Le mamme si giustificano: «Ogni Natale è una tristezza. Non è la prima volta che ci viene bocciata la proposta del presepe, l’anno scorso alla recita natalizia i bambini hanno cantato addirittura in tedesco, neanche un motivo tradizionale. La scuola vuole tutelare le minoranze ma a noi non risulta che le famiglie straniere si sentano offese dal nostro minuscolo presepe». Per la cronaca: la Natività delle mamme è ancora sul davanzale, nessuno l’ha tolta. Finora.