Blitz-farsa: gli zingari tornano a Saxa Rubra

Silvia Marchetti

Sono tornati, ma forse non hanno mai lasciato la zona. I nomadi accampati nel parcheggio di Saxa Rubra, sgomberato tre giorni fa dalle forze dell’ordine, hanno beffato il Campidoglio. Il campo abusivo sorto nel deposito dell’Atac è stato smantellato, ma al momento del blitz c’era il deserto. I rom erano spariti di colpo, quasi per magia. E il sindaco non si è preoccupato di scoprire che fine avessero fatto. E così, passata la tempesta, eccoli di nuovo allo stesso posto. Dopo neanche 24 ore dall’intervento dei vigili, già martedì sera venti nomadi, saliti sul treno della ferrovia Roma-Viterbo, sono scesi come di consueto alla stazione di Saxa Rubra. Idem ieri mattina: donne, bambini e vecchi hanno preso il treno in direzione di piazzale Flaminio, diventato ormai il loro luogo di incontro per ritornare a casa. Già, ma quale casa? Il campo nel deposito Atac non c’è più (salvo una roulotte) ma i suoi «ex-inquilini», a quanto pare, ci tornano per dormire. Forse accampati di nascosto nei pressi della stazione o traslocati in altri spazi circostanti. Lungo la ferrovia Roma-Nord ci sono altri insediamenti. La fermata successiva a Saxa Rubra è Grottarossa, e anche lì, sotto il ponte, c’è un accampamento di zingari. Baracche di cartone, stracci stesi, bacinelle d’acqua e una marea di rifiuti si estendono per una decina di metri. Un bel panorama per chi guarda dal finestrino del treno. Strano che gli uomini del Comune non lo abbiano notato. Sta di fatto che qualcosa non torna nella vicenda di Saxa Rubra. È come se i nomadi fossero rimasti nascosti per un paio di ore per poi uscire dalla tana a blitz finito.
Un blitz che non è certo stato «a sorpresa»: sorge il sospetto che qualcuno, mediando con i Rom, li abbia pre-allertati (magari involontariamente) dell’imminente sgombero. Lunedì il sindaco Veltroni si era subito congratulato con la prefettura per aver «risolto una situazione difficile senza conflitti» (ovvio, il campo era vuoto). Ma ora a chiedere lumi sono soprattutto i pendolari. «Io lo sapevo che finiva così - si sfoga una signora - passato il pericolo gli zingari sono tornati. La verità è che qui è pieno di accampamenti nomadi e alla stazione di Prima Porta, ogni mattina, un pulmino della Caritas ne deposita una trentina per poi venirli a riprendere quando è sera». Fabio Desideri, capogruppo della Lista Storace alla Pisana - il primo a denunciare il caso - non intende mollare. «Vogliamo sapere se gli zingari hanno abbandonato del tutto l’area o se sono stati spostati altrove, magari a Grotta Rossa. Il sindaco deve verificare con urgenza e informare l’opposizione». Secondo il candidato sindaco di An Alemanno «la questione nomadi rischia di trasformarsi in materiale esplosivo e di innescare pericolose tensioni sociali, se affrontato con leggerezza e con provvedimenti soltanto demagogici». «Non siamo più alla bugia, ma alla farsa vera e propria. Chiederò al consiglio di insignire il sindaco di una nuova onorificenza: la medaglia d’oro della presa in giro», ironizza Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del consiglio comunale.