Blitz in via Leoni, campo sgomberato

L’insediamento è stato abbattuto dalle ruspe. Nessun incidente con i nomadi che in maggior parte avevano traslocato in anticipo

Sono bastati pochi ghisa e quattro poliziotti per sgomberare il piccolo campo sosta abusivo organizzato da una dozzina di romeni.
Anche questa volta infatti, il «blitz» è stato preceduto da una serie di sopralluoghi, sufficienti a convincere gli occupanti che era meglio cambiare aria. Gli «ospiti» infatti dopo aver respinto la proposta di entrare nei dormitori, si sono limitati a traslocare altrove.
L’operazione è iniziata ieri mattina verso le 7.30 in una zona adiacente al Parco delle memorie industriali, tra la via Spadolini e la ferrovia, nei pressi della via Pompeo Leoni. Sull’area, di proprietà del Comune, erano sorte cinque baracche, ovviamente prive di servizi igienici, dove si erano insediati 12 romeni, tra cui una donna.
Al loro arrivo però i vigili urbani, sezione Problemi del territorio, i tecnici del settore Ambiente del Comune e i tre agenti e il commissario di polizia hanno trovato solo le baracche. A quel punto è stato sufficiente far intervenire le ruspe per abbattere le costruzioni e quindi procedere alla bonifica del territorio. Dopo l’intervento dell’Amsa il Nucleo intervento rapido provvederà a ripristinare le parti danneggiate della recinzione metallica in modo da sigillare l’area e impedire nuovi insediamenti.
«Come promesso, con i dovuti tempi, ma inesorabilmente, andremo a ripristinare la legalità, mettendo fine a tutte le zone franche, secondo la Mappa del rischio elaborata dalla Polizia Locale e condivisa da Prefettura e Questura, con la firma del Patto per la Sicurezza» ha detto Riccardo De Corato, vice sindaco e assessore alla Sicurezza.
«Tutta l’operazione si è svolta senza problemi - ha poi aggiunto De Corato -. Al momento dello sgombero, i rom romeni se ne erano già andati spontaneamente. Nei giorni precedenti, infatti, erano stati fatti dei sopralluoghi e gli occupanti erano stati informati dell’operazione. Come di prassi - ha concluso Riccardo De Corato - agli uomini è stato offerto il ricovero nei dormitori e alla donna l'ospitalità nelle strutture comunali. Ma da parte loro c'è stato un netto rifiuto». Come del resto era già successo in occasione dello sgombero di Triboniano.