Blitz in Libia, Berlusconi libera gli "ostaggi"

Fa da garante all’accordo tra Berna e Tripoli e risolve la crisi
internazionale: dopo due anni l’imprenditore svizzero può tornare in
patria. Via libera anche per tre nostri pescherecci sequestrati
giovedì

Berlusconi riporta in Italia tre pescherecci sequestrati dalla marina libica e soprattutto riesce a chiudere dopo due anni quella che è stata una vera e propria guerra diplomatica tra l’Unione europea e la Libia, con Berna e Tripoli l’una contro l’altra armate. L’imprenditore svizzero Max Goeldi torna infatti a casa dopo che era stato arrestato il 19 luglio del 2008 per violazione delle leggi sull’immigrazione. Un gesto da tutti interpretato come una ritorsione dopo che solo tre giorni prima era finito in manette a Berna uno dei figli di Gheddafi.

E nonostante le diplomazie della Ue e della Svizzera fossero al lavoro da tempo, un ruolo determinante per risolvere la delicata querelle l’ha svolto Silvio Berlusconi. Che dopo aver passato la mattinata a Sofia, subito dopo pranzo è volato in Libia per fare da garante all’accordo sottoscritto dai ministri degli Esteri di Tripoli e Berna. Il premier italiano, spiega il suo omologo libico Ali al Mahmoudi, ha avuto «un ruolo determinante» nel «risolvere il contenzioso» e «per questo motivo la Libia ringrazia l'Italia per tutti gli sforzi messi in atto». La trattativa, infatti, pare si sia sbloccata giovedì scorso, dopo che l’ambasciatore libico a Roma Abdulhafed Gaddur ha fatto visita a Berlusconi a Palazzo Chigi. In questa delicata partita diplomatica il premier è riuscito anche a risolvere il contenzioso aperto pochi giorni fa, quando vennero sequestrate le tre imbarcazioni partite da Mazara del Vallo.

«Gioco di squadra», per dirla con le parole del Cavaliere che ieri ha in qualche modo anticipato la soluzione della vicenda al primo ministro bulgaro Borisov durante un pranzo a Sofia. Il premier, infatti, ha ricordato di essere il più anziano dei leader sulla scena e quello con più esperienza e relazioni internazionali. Questo - è il ragionamento che fa Berlusconi neanche un’ora prima di mettersi in volo per Tripoli - fa sì che io possa intervenire in modo determinante anche in situazioni molto delicate come, per l’appunto, la crisi diplomatica tra Libia e Svizzera. D’altra parte, spiega, da presidente del G8 «ho già avviato una strategia per la difesa dell’euro e contro gli speculatori che hanno scatenato la crisi attaccando la moneta unica». E anche in Canada, aggiunge guardando al G8 e al G20 che si terranno a fine mese, «non mancheremo di mettere a punto una strategia comune di difesa dell’euro».

Ma durante il pranzo a Sofia il Cavaliere fa il punto su tutta la politica estera. E ha parole di grande stima per Obama: «In questa situazione di crisi globale abbiamo la fortuna di avere sulla scena un uomo saggio, illuminato e concreto come il presidente degli Stati Uniti». E anche Putin, aggiunge, «è persona responsabile». Quando Borisov sottolinea come la Bulgaria sia invasa da turisti israeliani, Berlusconi parla anche del suo rapporto con Netanyahu: «Davvero ottimo, tanto che ci sentiamo una volta a settimana».

Anche se, aggiunge, «l'incidente con la nave pacifista è stato un eccesso non voluto di legittima difesa, un incidente controproducente e che fa male soprattutto ad Israele». Infine il capitolo Iran, perché «bisogna assolutamente evitare gli sviluppi del nucleare iraniano che porterebbe l’escalation di tensione tra Teheran e Gerusalemme a un punto di non ritorno». Argomento, questo, che in serata Berlusconi ha affrontato anche durante la cena con il Colonnello Gheddafi proprio mentre Goeldi lasciava Tripoli con un volo di linea.
ASig